

VITERBO – Ci troviamo qui oggi a commentare un “match” davvero singolare, che si sta disputando tra le vie della nostra splendida Viterbo. Una partita tesa, a tratti spigolosa, che i cronisti locali hanno già ribattezzato, con un pizzico di drammaticità, “la guerra dei cordoli”.
Da una parte abbiamo la nobile intenzione di favorire le due ruote e la mobilità sostenibile; dall’altra, però, c’è la dura realtà dell’asfalto e del traffico quotidiano. E proprio nel cuore di questo confronto, la nostra attenzione si sposta su un settore nevralgico del campo: via della Pila.
Il “caso” di via della Pila: una marcatura troppo stretta
Cosa sta succedendo in via della Pila? Beh, l’intervento della nuova pista ciclabile ha creato una situazione tattica davvero complicata. È stato posizionato un cordolo di delimitazione che definirei… mastodontico. Parliamo di una barriera larga ben 50 centimetri. Mezzo metro di cemento, signori miei!
L’effetto collaterale è evidente anche ai non addetti ai lavori: lo spazio vitale per le vetture si è ridotto drasticamente. Di fatto, con questa configurazione, la circolazione sicura sul doppio senso di marcia è diventata un’autentica chimera. Le auto sono costrette a sfiorarsi, i furgoni rallentano vistosamente e il rischio di un “contatto” della carrozzeria è perennemente dietro l’angolo.
Viene da chiedersi, con un pizzico di perplessità: ma era proprio necessaria una marcatura così asfissiante? Non era forse possibile utilizzare cordoli dalle dimensioni più ridotte, capaci di garantire la sicurezza dei ciclisti senza mandare in tilt il traffico veicolare?
Fuorigioco e guardalinee: l’intervento dei vigili urbani
E l’andamento della partita, signori miei, si fa ancora più concitato! Proprio nelle ultime ore, per cercare di arginare il caos e governare una situazione che stava decisamente sfuggendo di mano, è scesa in campo una coppia di vigili urbani nel perfetto ruolo di guardalinee.
Il loro compito? Evitare che la situazione degeneri in un clamoroso “fallo di ostruzione”. Sono lì fermi, sulla linea di demarcazione, per impedire agli automobilisti di parcheggiare su un lato della strada. Una vera e propria situazione paradossale, un corto circuito tattico: in quel preciso punto, infatti, sono regolarmente presenti le strisce dei posti auto! I cittadini si trovano così in fuorigioco, disorientati da una segnaletica che dice una cosa e da un cordolo che ne impone un’altra, sotto lo sguardo severo della terna arbitrale.
La panchina dei cordoli: tutte le misure sul mercato
Eppure, andiamo a dare un’occhiata a quello che offre il “calciomercato” dei componenti stradali. Sì, perché i cordoli per piste ciclabili (spesso chiamati in gergo tecnico “separatori di corsia”) non sono mica tutti della stessa taglia. Esiste una varietà di soluzioni che permette di adattarsi alle geometrie di ogni singola via.
Ecco le dimensioni standard più diffuse sul mercato, espresse in Larghezza x Lunghezza x Altezza. I Mini (Soluzioni salva-spazio): 12 cm x 100 cm x 12 cm: Perfetti per le strade strette, offrono una separazione visiva e un piccolo ostacolo fisico senza rubare centimetri preziosi. 15 cm x 100 cm x 13 cm: Un classico per i centri urbani densi.
I Medi (il giusto compromesso): 20 cm x 100 cm x 15 cm: offrono una protezione superiore, ideali dove la velocità delle auto è leggermente più alta. 25 cm x 100 cm x 15 cm: Molto utilizzati nelle zone di transizione. I Grandi (I “Giganti” della difesa): 30 cm x 100 cm x 15 cm: Massima visibilità e dissuasione. 50 cm x 100 cm x 15/20 cm: Ed ecco qui il nostro “titolare” di via della Pila. Un vero e proprio muro invalicabile, solitamente consigliato solo per grandi viali extraurbani o dove lo spazio della carreggiata è davvero sovrabbondante.
Fischio finale: serve un cambio tattico?
Dunque, le alternative in panchina c’erano, eccome! Scegliere un cordolo da 15 o 20 centimetri avrebbe probabilmente salvato capra e cavoli, garantendo la corsia ai ciclisti e lasciando il giusto respiro alle automobili, senza il bisogno di schierare stabilmente i direttori di gara a presidiare i parcheggi regolamentari.
La palla ora passa alla direzione di gara, ovvero all’amministrazione comunale. Vedremo se ci sarà un “consulto al VAR” per correggere la traiettoria di questo intervento o se si continuerà a giocare su una carreggiata così pericolosamente ridotta. Per il momento, da Viterbo è tutto. A voi la linea!

















