
VITERBO – (Una foto nostalgica del Christmas Village del 2017) “Non è Natale se non vieni a Viterbo”, recita il claim del Christmas Village etrusco. Ma la notizia è negli orari, che quindi riportiamo “pari pari” come li troviamo sul sito ufficiale: apertura 15 Novembre orario 11:00 – 19:00; 16 novembre aperto orario 11:00 – 19:00; dal 17 novembre al 21 novembre chiuso; 22 e 23 novembre aperto orario 11:00 – 19:00; dal 24 novembre al 28 novembre chiuso; 29 e 30 novembre aperto orario 11:00 – 19:00; dal 1 al 5 dicembre Chiuso; 6, 7 e 8 dicembre aperto orario 11:00 – 19:00; dal 9 al 12 dicembre chiuso; 13 e 14 dicembre aperto orario 11:00 – 19:00; dal 15 al 19 dicembre chiuso; 20 e 21 dicembre aperto orario 11:00 – 19:00; dal 22 al 23 dicembre chiuso; dal 24 dicembre al 6 gennaio aperto con orario 11:00 – 19:00, tranne la vigilia di Natale e ultimo dell’anno che chiude un filino prima.
Da metà novembre al 6 gennaio la zona monumentale del centro storico è, fortunatamente, interessata dal Christmas Village. Peccato che quello che le persone trovano, passeggiando nella parte più turistica della città sia una sequela di spazi chiusi. Così il Christmas, che sicuramente è un’iniziativa pregevole e importante, anziché “spingere” la città e il suo Natale in qualche modo “lo deprime”. E il fatto emerge netto quest’anno che, dopo tanto tribolare, Palazzo dei Priori ha consegnato ai cittadini e ai turisti un centro storico messo bene: luci, atmosfere, attrazioni, animazione, etc.
Peccato il Christmas Village verrebbe da dire. La questione, in realtà, c’è stata sollevata da diverse persone che andando in un tranquillo venerdì pomeriggio con i figli al seguito a “vedere Babbo Natale” si sono trovati in difficoltà con i pargoli urlanti davanti alle porte serrate. Così ci è venuta in mente la prima stagione del Viterbo Christmas Village, quella del tanto criticato Filippo Rossi. Ci ricordavamo un villaggio natalizio sempre aperto, dall’alba al tramonto tutti i giorni della settimana e anche la notte del 31 dicembre fino a tardi. E infatti furono edizioni davvero magiche per la città. Poi una serie di mosse maldestre di Filippone, un po’ le invidie e i rancori della classe politica autoctona (oggi quasi estinta) e tutta quella magia è finita.
Ci domandiamo se Palazzo dei Priori non debba fare di tutto per riportare in città un villaggio di Natale degno dei fasti del passato, superando la modesta figura attuale. Senza nulla togliere o volere criticare gli imprenditori attuali. Ci scusino anzi perché non intendiamo criticare loro e avranno le proprie ragioni a sostegno delle scelte fatte ma vogliamo “spingere” per una Viterbo migliore. E questo, al di là degli interessi particolari, non può essere considerata una colpa.
Per esempio ci è venuto naturale puntare il naso verso sud e guardare un po’ oltre a quel Villaggio di Babbo Natale made in Sandrino Aquilani. Un capolavoro di bravura che attira tantissime persone da fuori Viterbo. Gli Aquilani tengono aperto tutti i giorni della settimana. In questa maniera rendono il servizio stabile. Qualcuno da Viterbo ha mai pensato di fargli una telefonata? A occhio e croce, sul mercato del Natale, ci sembrano piuttosto capaci.


















