Christmas Village, apertura dal 26 novembre
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VITERBO - Il capoluogo della Tuscia avrà il suo villaggio di Natale, con tanto di casa del Grinch. Nonostante i tempi stretti, visto che il bando per l'individuazione del soggetto realizzatore è stato pubblicato una settimana fa, e la necessità di correre per gli allestimenti alla fine Babbo Natale è destinato a tornare nella torre degli Alessandri. 

VITERBO – Il capoluogo della Tuscia avrà il suo villaggio di Natale, con tanto di casa del Grinch. Nonostante i tempi stretti, visto che il bando per l’individuazione del soggetto realizzatore è stato pubblicato una settimana fa, e la necessità di correre per gli allestimenti alla fine Babbo Natale è destinato a tornare nella torre degli Alessandri. 

La Provincia, proprietaria dello stabile, lo ha già affidato a Fantaworld. Società, guidata da Andrea Radanich, l’imprenditore che ha garantito la riuscita degli ultimi Christmas Village viterbesi, che ha un proprio progetto e ha partecipato al bando di Palazzo dei Priori. 

Chiaramente Fantaworld ha un’esperienza, un’affidabilità e un progetto rodato che danno un vantaggio sul bando. 

Apertura fissata per sabato 26 novembre, con chiusura l’8 gennaio. 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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