
Il primo fine settimana di chiusura per parte del centro storico di Viterbo è andato. Ztl a tempo, nel week-end, su mezza via Cavour, piazza del Plebiscito, via San Lorenzo e limitrofe. Piazza Fontana Grande liberata, finalmente dalle auto, e restituita a cittadini e turisti. Un piccolo passo per molti versi rivoluzionario, che l’amministrazione Michelini è riuscita a mettere in campo.
Mentre alcuni negozianti della parte antica della città battono i pugni e si stracciano le vesti contro il provvedimento della nuova giunta il resto dei viterbese sembra gradire. “Era ora!”, il commento più gettonato. “Guarda quanto è bella questa città senza macchine, occorre continuare su questa rotta”, è il parere secondo classificato.
C’è bisogno di fare di più, di limitare la circolazione anche nelle ore notturne. Il “serpentone del cazzeggio”, quello della gente che sfila lungo via San Lorenzo di sera, va stroncato. Lì c’è parte della movida cittadina e non è un gran piacere bersi una birra stritolati da una colonna di auto, respirando anche i gas di scarico. Sempre di sera torna l’invasione di piazza Fontana Grande e delle altre (della Morte, del Gesù, etc). E’ necessario bloccare queste cattive abitudini, estirpate nella maggior parte della vicine città dell’Umbria e della Toscana già da un pezzo.
Una riflessione per i negozianti che vedono nella chiusura del centro storico un peggioramento per il commercio in questa parte, importante, di città. Fino a oggi si è data la possibilità, indecente, di parcheggiare praticamente davanti alle attività commerciali. Nonostante questo tra le vie antiche è stata una moria di esercizi commerciali. Il problema dunque non è se si rende possibile arrivarci o meno in macchina. Il problema sta altrove, nel rendere attrattivo il centro e attrattivi anche i negozi incastonati al suo interno.
C’è chi, è un classico, ha puntato il dito su quello che viene considerato l’ennesimo favore fatto agli ipermercati. Vi invitiamo a fare un giochetto: contate quanti passi ci sono tra un posto auto medio di Ipercoop e Leclerc e le attività commerciali al loro interno. Sono forse di più di quelli che siete costretti a fare dal parcheggio del Sacrario a Corso Italia? Noi scommettiamo di no, provare per credere.
All’amministrazione il compito di portare avanti questo cambiamento iniziato. Con determinazione, senza tentennamenti. Completare la chiusura, sviluppare un piano parcheggi decente (in grado per esempio di migliorare e ampliare la zona sosta delle Fortezze), riqualificare il centro e promuovere microeventi sono i passi utili da fare per riportare vitalità e dinamicità dentro le mura.
E’ proprio quella dei microeventi (in tanti giorni dell’anno) la grande sfida. E’ necessario quindi che il Comune di Viterbo faccia un’inversione di marcia rispetto alla politica culturale che ha paventato in questi mesi. Occorre rendere appetibile la parte antica della città sempre, o per lo meno il più possibile. Ecco che urge rivedere anche il bilancio e investire più soldi in cultura e comunicazione. Occorre anche spendere bene questi soldi, senza finanziamenti a pioggia e senza quelli a gavettone.
Soprattutto occorre evitare, giunti a questo punto, il passo del gambero.


















