Chiuse tutte le scuole, disagi per tante famiglie. Ridurre i contatti resta l'unico modo per soffocare la diffusione
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VITERBO - Tante famiglie da stamattina si trovano a fronteggiare una sorta d'emergenza nell'emergenza: dove lasciare i propri figli per potere andare al lavoro. 

VITERBO – La chiusura delle scuole, di ogni ordine e grado, è una misura durissima. “Chiuse tutte le scuole, ma non è una buona notizia”, commenta sui social il sindaco del capoluogo Giovanni Arena. 

Tante famiglie da stamattina si trovano a fronteggiare una sorta d’emergenza nell’emergenza: dove lasciare i propri figli per potere andare al lavoro. 

Un problema presente anche in terra di Tuscia, anche se a queste latitudini in molti casi sono i nonni a fare da ammortizzatore in molte famiglie. Il problema è serio, anche perché non è scontato che la chiusura sarà fino al 15 marzo e non è da escludere possa essere necessario una proroga.

Il sistema scolastico e la rete degli asili nido sono per le famiglie un ausilio importante anche per la gestione dei ritmi e bisogni familiari. Il governo sta studiando misure per cercare di permettere almeno a un genitore della coppia di rimanere a casa dal lavoro. 

Di fatto però in tanti si sono trovati a dovere fronteggiare la situazione dall’oggi al domani. Questo perché la decisione presa dal governo, nel tardo pomeriggio di ieri, non è stata certo facile. Si tratta di un provvedimento necessario, perché l’unico modo per contrastare il coronavirus è soffocare le possibilità di contagio. E questo lo fai evitando il più possibile le occasioni di contatto tra le persone. 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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