Chiara Frontini sta portando avanti un vero e proprio corpo a corpo con la città: vie, piazze, quartieri, bar, centri d'incontro
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VITERBO - Una campagna elettorale corpo a corpo con la città la sua. Con un'energia che forse solo a trent'anni puoi permetterti. La sua ultima idea è 'Chiara in tour', con le tappe dei luoghi che tocca. 

VITERBO – Alla fine della campagna elettorale avrà consumato almeno due paia di scarpe. Siamo pronti a scommetterci. Chiara Frontini è partita con un importante vantaggio, frutto di anni di presenza mobilitante sul territorio, rispetto agli altri candidati in corsa. Ma nonostante tutto, nonostante un caso fisiologico dei consensi dovuto al mettersi in moto di tutti gli altri, non sta mollando di un centimetro.

La leader di Viterbo2020 sembra essersi messa la cera nelle orecchie e sta andando dritta per la propria strada. E di strada e strade ne sta macinando davvero parecchie. Gira i quartieri, le vie, le piazze, si ferma nei bar. Girando per Viterbo ma anche per gli ex comuni viene da domandarsi se abbia ingaggiato almeno un paio di sosia. 

Una campagna elettorale corpo a corpo con la città la sua. Con un’energia che forse solo a trent’anni puoi permetterti. La sua ultima idea è ‘Chiara in tour’, con le tappe dei luoghi che tocca. 

Un mix comunicativo e di contatto quello costruito da Chiara Frontini che forse in pochi stanno davvero capendo dal punto di vista della costruzione del consenso. Il combinato di comunicazione e presenza sul territorio è fatto a un livello d’intensità particolarmente alto e sta facendo da argine a quella che poteva essere la sua minaccia più grande: perdere fette considerevoli di voti nel momento in cui tutte le altre liste si sono messe in moto. Essere presente è l’argine e sembra averlo molto chiaro in mente. 

 

 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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