Chi perde perde il fascino. Stefano Scatena lascia il Movimento Cinque Stelle
Gli Stati Generali La Fune

Il Movimento Cinque Stelle ha “floppato” le ultime comunali. Un “buco” da paura rispetto alle aspettative, un crollo da grande depressione newyorkese del consenso rispetto alle politiche e regionali di febbraio, quando il partito di Beppe Grillo portò a casa un quarto dei voti espressi.

Dopo la sconfitta la diaspora? Di solito funziona così, la perdita di appeal è fisiologica in caso di disfatta. Un solo consigliere comunale rende la vita dura ai pentastellati ma che a uscire dal gruppo potesse essere il vulcanico Stefano Scatena era difficile da prevedere. Invece così è, da poche ore è stato annunciato l’addio.

Differenza di vedute è il motivo presentato all’opinione pubblica. Forse le cose sarebbero andate diversamente se in città non si fossero piazzati a rosicchiare il consenso dei delusi dai partiti liste civiche come Viva Viterbo e Viterbo 2020. L’uscita di Scatena è il tuono che annuncia tempesta dentro i Cinque Stelle o soltanto l’episodica decisione di un singolo?

Quanto si sono sgonfiate le riunioni di Bagnaia? C’è una legge, valida nel sesso come nella politica: chi perde perde fascino.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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