Chi non arriva a fine mese e dipendenti pubblici con la "mazzetta"
soldi
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La notizia di oggi ci conferma che il triste e trito fenomeno ancora esiste. Proprio così. Mentre c'è chi non arriva a fine mese, chi è disoccupato e vede nero abbiamo anche un signore, l'augurio naturalmente è che si tratti di un caso isolato, che non pago del suo stipendio pagato dai cittadini chiede anche le mazzette.

Mille euro, una cifra tutto sommato modesta ma che ci racconta oggi una storia infame. Un funzionario della Asl beccato con le mani nel sacco dalla Guardia di Finanza. Stava intascando il secondo lotto di una tangente da un giovane che si è trovato a “fare le carte” per chiedere il riconoscimento dello status di invalido civile per un genitore colpito dal cancro.

Proprio il ragazzo ha permesso l’arresto, denunciando alle forze dell’ordine quel dipendente Asl che lo aveva avvicinato proponendo l’affare: “2mila euro e a fare andare tutto liscio ci penso io”.

Il vento di tangentopoli spira ancora dentro il sistema Italia. E la corruzione non riguarda solo i big ma anche i semplici funzionari. La notizia di oggi ci conferma che il triste e trito fenomeno ancora esiste. Proprio così. Mentre c’è chi non arriva a fine mese, chi è disoccupato e vede nero abbiamo anche un signore, l’augurio naturalmente è che si tratti di un caso isolato, che non pago del suo stipendio pagato dai cittadini chiede anche le mazzette.

Questo pone una serie di problemi. C’è chi non solo viene pagato 365 giorni dalla collettività per il lavoro che dovrebbe svolgere ma si verificano casi aberranti di impiegati pubblici che svolgono malissimo quello per cui sono stipendiati e tra l’altro se ne approfittano. Se ne approfittano fino al punto di speculare su una famiglia che ha a che fare con un problema serio come un tumore.

Ma il sistema scoperto dalle fiamme gialle si basa davvero solo su un uomo? Come può un uomo solo “garantire” il risultato? Agli inquirenti la ricerca delle risposte, ai cittadini il dovere di denunciare.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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