"Chi dice di essere dei Cinque Stelle non può candidarsi in liste senza il nostro simbolo. Chi lo fa agisce in autonomia e non avrà nessun supporto"
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VITERBO - In queste ore di consegna delle liste nei trenta comuni al rinnovo da Nord a Sud della Tuscia la confusione sotto al cielo dei pentastellati rischia di arrivare davvero alle stelle. In diversi comuni noti militanti del Movimento si sarebbero candidati all'interno di liste civiche o "minestrone", fianco a fianco con riferimenti di altri partiti politici.

VITERBO – “Chi è davvero del Movimento Cinque Stelle non può presentarsi alle elezioni amministrative come candidato di altre liste né correre in civiche al fianco di rappresentanti di altri partiti. Chi lo fa agisce a titolo personale ed è fuori dal Movimento. Non può ricevere e non riceverà alcun supporto da parte dei nostri parlamentari o consiglieri regionali per la campagna elettorale e neanche i voti del Movimento stesso”. Così il numero uno dei pentastellati a Viterbo Massimo Erbetti.

In queste ore di consegna delle liste nei trenta comuni al rinnovo da Nord a Sud della Tuscia la confusione sotto al cielo dei pentastellati rischia di arrivare davvero alle stelle. In diversi comuni noti militanti, o presunti tali, del Movimento si sarebbero candidati all’interno di liste civiche “minestrone”, fianco a fianco con riferimenti di altri partiti politici.

Una cosa non vista di buon occhio dagli ortodossi del partito di Di Maio. Tra questi il consigliere del comune capoluogo e riferimento dei pentastellati locali Erbetti. “Proprio il 5 maggio abbiamo una riunione voluta da Di Maio dove si affronterà il delicato tema delle alleanze possibili anche a livello locale ma quanto si deciderà non troverà applicazione alle votazioni del 26 maggio. Chi si è mosso quindi ed è attivo dentro liste che non abbiano il logo dei Cinque Stelle agisce di propria iniziativa e non rappresenta affatto il Movimento. Anzi”. Così Erbetti. 

Gli Stati Generali La Fune
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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