
VITERBO – Nervi a pezzi nel centrodestra del Lazio. Diversi i focolai di tensione tra le forze “alleate”: dalla Regione Lazio dove balla il tema scottante del rimpasto di giunta a Frosinone, passando naturalmente per Viterbo.
L’ultimo segnale di attriti sempre più evidenti arriva dal “concorsone” della Provincia, diventato “pietra dello scandalo” sui giornali nazionali (leggi Repubblica). Il quotidiano nazionale ha parlato di un concorso regolare, su cui non risultano indagini, ma che ha portato “alla vittoria di un posto fisso” politici e parenti di politici. Nelle scorse ore Fratelli d’Italia aveva cavalcato la tigre della notizia con una certa enfasi. Tanto che il presidente Romoli ha voluto, in fretta e furia, una conferenza stampa per dire la sua.
Conferenza che ha toccato prima delle note “di sistema” con cui Romoli ha ribadito la correttezza delle procedure selettive. Al suo fianco il segretario generale dell’ente Francesco Lavoricchio e il dirigente del settore amministrativo Franco Fainelli. Selezioni svolte da una società esterna.
Poi sono arrivate le note più rock delle logiche politiche con un Romoli che non ha risparmiato “complimenti” a Fratelli d’Italia, partito da cui è partita una richiesta di accesso agli atti del concorso a firma del capogruppo Luca Giampieri.
“Giampieri – così Romoli – sta qui da due anni, ha accesso a tutti gli atti. La sua richiesta è stata evasa ieri, essendo facoltà di tutti i consiglieri accedere agli atti amministrativi. Non si capisce perché abbia deciso di farlo una volta che abbiamo dato un assetto in termini di deleghe e incarichi”. Ovvero, si è formata una maggioranza in consiglio provinciale, di cui FdI non ne fa parte. A pensar male verrebbe da dire che l’hanno fatto perché sono rimasti fuori dall’amministrazione provinciale”.
In queste graduatorie ci sono amministratori di ogni partito, Fratelli d’Italia compreso. Ma non farò nomi e cognomi, perché la ritengo una barbarie. Questa è una caccia alle streghe ed è mio dovere salvaguardare l’ente.
Fratelli d’Italia accomuna Allumiere a Viterbo. Questione vergognosa che umilia la politica, appartiene a stagioni passate da decenni. Respingiamo ogni tipo d’illazione e siamo pronti a dimostrare la correttezza del nostro operato in ogni sede. È una vergogna e una barbarie politicamente, l’esporre i nomi. Solo perché si è parente di qualcuno non si posso fare concorsi? Vuol dire essere forcaioli e ledere la dignità delle persone”.


















