Centrodestra con i nervi a pezzi nel Lazio, Romoli (Forza Italia) replica a Fratelli d'Italia per la vicenda Concorsone: "Forcaioli"
Alessandro Romoli
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VITERBO - Nervi a pezzi nel centrodestra del Lazio. Diversi i focolai di tensione tra le forze "alleate": dalla Regione Lazio dove balla il tema scottante del rimpasto di giunta a Frosinone, passando naturalmente per Viterbo. 

VITERBO – Nervi a pezzi nel centrodestra del Lazio. Diversi i focolai di tensione tra le forze “alleate”: dalla Regione Lazio dove balla il tema scottante del rimpasto di giunta a Frosinone, passando naturalmente per Viterbo. 

L’ultimo segnale di attriti sempre più evidenti arriva dal “concorsone” della Provincia, diventato “pietra dello scandalo” sui giornali nazionali (leggi Repubblica). Il quotidiano nazionale ha parlato di un concorso regolare, su cui non risultano indagini, ma che ha portato “alla vittoria di un posto fisso” politici e parenti di politici. Nelle scorse ore Fratelli d’Italia aveva cavalcato la tigre della notizia con una certa enfasi. Tanto che il presidente Romoli ha voluto, in fretta e furia, una conferenza stampa per dire la sua. 

Conferenza che ha toccato prima delle note “di sistema” con cui Romoli ha ribadito la correttezza delle procedure selettive. Al suo fianco il segretario generale dell’ente Francesco Lavoricchio e il dirigente del settore amministrativo Franco Fainelli. Selezioni svolte da una società esterna.

Poi sono arrivate le note più rock delle logiche politiche con un Romoli che non ha risparmiato “complimenti” a Fratelli d’Italia, partito da cui è partita una richiesta di accesso agli atti del concorso a firma del capogruppo Luca Giampieri.  

“Giampieri – così Romoli – sta qui da due anni, ha accesso a tutti gli atti. La sua richiesta è stata evasa ieri, essendo facoltà di tutti i consiglieri accedere agli atti amministrativi. Non si capisce perché abbia deciso di farlo una volta che abbiamo dato un assetto in termini di deleghe e incarichi”. Ovvero, si è formata una maggioranza in consiglio provinciale, di cui FdI non ne fa parte. A pensar male verrebbe da dire che l’hanno fatto perché sono rimasti fuori dall’amministrazione provinciale”.

In queste graduatorie  ci sono amministratori di ogni partito, Fratelli d’Italia compreso. Ma non farò nomi e cognomi, perché la ritengo una barbarie. Questa è una caccia alle streghe ed è mio dovere salvaguardare l’ente.

Fratelli d’Italia accomuna Allumiere a Viterbo. Questione vergognosa che umilia la politica, appartiene a stagioni passate da decenni. Respingiamo ogni tipo d’illazione e siamo pronti a dimostrare la correttezza del nostro operato in ogni sede. È una vergogna e una barbarie politicamente, l’esporre i nomi. Solo perché si è parente di qualcuno non si posso fare concorsi? Vuol dire essere forcaioli e ledere la dignità delle persone”.

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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