
VITERBO – Impossibile uscire da un problema continuando a fare sempre le stesse cose. Per dirla con Eistein “Non possiamo pretendere che le cose cambino se continuiamo a fare le stesse cose”. Partiamo da queste parole per accendere i riflettori sul centro storico. Portare le persone a vivere la parte antica della città è la sfida dei prossimi anni. Per farlo, tra le molte cose che serviranno e di cui parleremo, c’è una particolarmente importante: gli eventi.
Ma a poco serve un’azione “tarantolata” sulle iniziative. Anche perché poi molte cose che accadono in città, e che magari costano anche molto alle casse pubbliche, non è che regalino grandi entusiasmi in termini di promozione qualificata del territorio, pubblico e occasioni di reale arricchimento culturale. C’è il grande tema della rarefatta comunicazione che certi organizzatori di eventi su Viterbo fanno, con il risultato che poi mezzo viterbese su dieci (a essere fortunati) è consapevole dell’esistenza di determinate serate. Ma questo problema vogliamo affrontarlo meglio, anche perché interessati come giornale alla pubblicità che anche per noi potrebbe arrivare (e lo mettiamo sul tavolo candidamente), in altri interventi.
Oggi vogliamo concentrarci, nella speranza che l’assessore alla Cultura Alfonso Antoniozzi ci legga, su un altro aspetto che riteniamo cruciale: l’individuazione di un direttore artistico a cui affidare un anno di micro-eventi nel centro storico. Uno che possa usufruire, magari con la propria struttura di riferimento (associazione o altro), di una convenzione “speciale” magari su base quinquennale. Serve qualcuno che abbia già dimostrato di sapere organizzare eventi e iniziative in grado di attirare pubblico, magari anche bambini (leggi famiglie). Qualcuno che abbia rapporti e conoscenza del mondo degli artisti di strada, del teatro, che abbia pratica con le installazioni, la comunicazione visiva.
Un direttore artistico in grado di fare un calendario annuale a un costo contenuto. Visto che una convenzione ordinaria è di 25mila euro azzardiamo anche a suggerire una cifra, tanto per fare partire un ragionamento, di 30-35mila euro. Non un importo quindi che produrrebbe “scandalo”, rispetto alle cifre a cui siamo abituati da queste parti (piuttosto piccole, per intenderci), ma che comunque sia consentirebbe di fare un calendario. Il Comune dovrebbe anche mettere nelle mani di detto direttore artistico anche la possibilità di usufruire (fuori convenzione per i costi) delle plance comunali di affissione pubblica e dei canali social e web in generale del Comune per la pubblicità degli eventi, nonché immaginare strutture di comunicazione visiva permanenti in gradi di comunicare le iniziative.
Ricordate Viterbo in Festa? Poteva essere quella l’intuizione. Ma non per sostituire San Pellegrino in Fiore, prospettiva contro la quale manifestammo da subito di pensarla diversamente, bensì da fare tutto l’anno nei fine settimana (quasi tutti magari). Servirebbe un direttore artistico in grado di parlare e mettere insieme anche i ristoratori del centro e magari i vari commercianti. Una programmazione su base annuale, una possibilità di comunicare i programmi e una capacità di costruire sinergie tra i diversi portatori d’interesse.
Se si vogliono ottenere risultati diversi dal passato occorre iniziare a fare certe cose in maniera differente. Mai nessuno ha pensato a una convenzione “speciale” di questo tipo. E forse proprio per questo andrebbe fatta.

















