Centro, serve un'illuminazione. La penombra attuale mina il senso di sicurezza di viterbesi e turisti
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Come sempre invitiamo i consiglieri comunali, di maggioranza e opposizione, a fare proprie queste riflessioni e a portare in sala d'Ercole per cercare dei correttivi a problemi che sono gli stessi cittadini a evidenziarci come giornale del territorio. 

EDITORIALE – Un centro storico che funziona è un centro storico sicuro, in primis sul piano della percezione. Vogliamo stare lontani come la peste dalla narrazione negativa che non fa altro che aggravare le situazioni delicate. Il centro storico non ha bisogno di una narrazione negativa, ma del contrario.

C’è una necessità: fare uscire le persone di casa e portarle quanto più possibile a incontrarsi in centro. Una delle barriere più grandi a vivere il centro di sera sembrerebbe rappresentata dalla scarsa illuminazione di vie e piazze. Una situazione di penombra che contribuisce ad alimentare un senso di insicurezza. Non solo nei viterbesi ma, abbiamo riscontrato, anche presso i turisti.

La questione ci è stata segnalata da molti cittadini e l’abbiamo registrata cercando di sondare gli umori di quante più persone possibili in merito al centro storico. Se generalmente si riconosce una maggiore attenzione nella pulizia rimane invece da risolvere la questione della percezione di sicurezza.

Proprio l’illuminazione che è stata data alla città negli anni sembrerebbe essere un tallone di Achille. “Luci troppo deboli”, lamentano molti. Poi in alcune vie secondarie ci sarebbero anche problemi di illuminazione pubblica spesso “sospesa”. Chi ha lunga memoria storica del centro individua un preciso momento in cui tutto è diventato più buoi e risalirebbe a quando la vecchia illuminazione venne sostituita con una nuova a led, in era Michelini.

Sicuramente lampioni più gradevoli sul piano estetico ma la cui introduzione avrebbe reso più buie le serate nel centro storico. Non guasterebbe una maggiore presenza di polizia locale e forze dell’ordine, anche questa fondamentale per aumentare la percezione di sicurezza nei cittadini.

Come sempre invitiamo i consiglieri comunali, di maggioranza e opposizione, a fare proprie queste riflessioni e a portare in sala d’Ercole per cercare dei correttivi a problemi che sono gli stessi cittadini a evidenziarci come giornale del territorio.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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