
VITERBO – Il centro storico del capoluogo non è né il paradiso né l’inferno. Al di là delle posizioni strumentali – che puntualmente qualcuno circa di spingere nel circuito dell’opinione pubblica nella speranza di convincere chi non mette mai il naso fuori di casa e con obiettivi comunque sempre di carattere politico – la situazione è piuttosto media.
Non ci sono più i fasti di una volta ma neanche gli sprofondi. “Durante la settimana è buio pesto, poi migliora sempre nel weekend, comunque è normale perché non si può stare sempre a pieni giri”. Ci racconta il titolare di un’attività storica. “In questi mesi – ci racconta – ho girato un po’ in Umbria e Toscana e la situazione è come da noi, se non peggio. Questo, secondo me, è dovuto anche all’attuale situazione economica che non proprio rose e fiori. Non possiamo mica pretendere che sia sempre Natale e che la gente spenda e spanda come se non ci fosse un domani, bisogna anche mettere fieno in cascina”.
I fine settimana infatti stanno funzionando. Così come una serie di eventi e iniziative che hanno saputo riportare le persone nel centro storico. Bene il Natale, ora si spera in un bel risultato per San Pellegrino in Fiore. In tantissimi sono stati attirati inoltre dal Carnevale Viterbese.
Durante la settimana invece la situazione è difficile, ma complicato volere costruire narrazioni che sappiano individuare un colpevole preciso.
“Chi lavora con i turisti ha inoltre una marcia in più perché ne stanno arrivando parecchi – ci racconta un altro imprenditore del centro -. Si sente questa presenza aggiuntiva e interessata a stare in centro. Questo porta beneficio ai ristoranti ma anche a determinate categorie di negozi. Non si può negare però che c’è chi nel commercio del centro sta soffrendo da diverso tempo” .
Una situazione “a macchie” quindi, di cui chi vuole fare un discorso realista è pienamente consapevole. C’è un grande tema che andrebbe messo al centro, è quello dell’attrattività. Attrattività del centro come luogo ma, a volere parlare con sincerità, anche attrattività delle attività commerciali. Perché è vero che una parte deve farla chi amministra ma è anche chiaro che chi ha un’attività deve pensare alla propria iniziativa commerciale, alla sua qualità e comunicazione.
Non c’è nessun paradiso e nessun inferno. C’è solo bisogno di tanto lavoro, collettivo e individuale, perché ogni negozio in grado di migliorare il proprio appeal contribuisce in una qualche misura a rivitalizzare il centro e aiuta anche le altre attività. Finché non si affronterà il tema in maniera seria e sistematica si può continuare a “sbavare” parole, magari anche di fuoco, per cercare di addossare le colpe al sindaco di turno ma alla fine i problemi restano e niente cambia se non ci si lavora dentro.


















