Centro storico, nasce il "modello Bigiotti". E Viterbo?
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Gli Stati Generali La Fune
A Bagnoregio il Comune punta sul ripopolamento di negozi e appartamenti nel centro storico. Un esempio che magari potrebbe diventare contagioso.

“Niente tasse per chi investe nel centro storico”, questo la “linea-Bagnoregio” tracciata dal sindaco Francesco Bigiotti. L’amministrazione comunale di questo piccolo centro della Tuscia detta un qualcosa d’importante, un esempio a cui diamo enfasi nella speranza diventi qualcosa di contagioso nella Tuscia. Talmente contagioso da attecchire anche a Viterbo, un disastro di capoluogo.

Un capoluogo disastro, e nel dirlo diciamo l’ovvio e non vogliamo addossare le colpe all’amministrazione attuale. Non ancora, almeno. Diciamo che Michelini & Co. hanno la possibilità di scegliere il proprio destino: rimanere nel sonno comatoso o trovare una road map per lo sviluppo e il recupero del decoro della città dei papi. Nella speranza che gli autisti di Palazzo dei Priori imbocchino questa seconda strada, ci permettiamo di dirgli che il modello Bagnoregio ci piace.

Cosa dice e cosa prevede? Un patto tra amministrazione e commercianti per rilanciare la parte antica del borgo. Un patto fatto d’incentivi, quindi oltre la stretta di mano e al dialogo c’è anche “la ciccia”. Rimborso del 50% di tutte le imposte comunali per chi apre un’attività uguale a un’altra che è già presente nel centro storico; rimborso del 100% di tutte le imposte comunali a chi apre attività di tipologia non presenti. Incentivi validi anche per chi sposta un già esistente esercizio commerciale in centro e per chi amplia l’attività esistente.

Il Comune inoltre sta ragionando anche alla restituzione dell’Imu ai proprietari che affittano un appartamento sfitto nel centro storico. Un modo per far emergere anche gli affitti a nero?

Agli amministratori viterbesi la scelta del proprio destino. Se non sceglieranno per dare un futuro alla città smetteranno presto di guidarla. Amen.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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