Centro storico, 25 ristoratori uniti lanciano l'evento 'Calici diffusi'
Foto ristoratori centro storico
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Tre giornate: 18,19 e 20 luglio (da venerdì a domenica); tra vini e sapori della Tuscia Viterbese.

VITERBO – Une lega, di quelle fatte da persone che condividono speranze e prospettive, è nata nel centro storico di Viterbo. 25 ristoratori si sono uniti e stanno lavorando da tempo a ‘Calici diffusi’. Cosa sarà? Un evento sicuramente bellissimo. Ma anche un primo passo di un approccio molto interessante dove gli imprenditori, gente seria che rischia del suo e con il proprio lavoro contribuisce alla bellezza della parte storica della città, non giocano più da soli ma fanno rete.

Tre giornate: 18,19 e 20 luglio (da venerdì a domenica); tra vini e sapori della Tuscia Viterbese. Insieme ai ristoratori 33 cantine del Viterbese. Ma oltre all’evento c’è di più. Lo spirito è quello di “un patto d’amore verso la città di Viterbo”. Una luce è stata accesa nel centro storico, che sta vivendo un cambio di pelle positivo e promettente.

Il vecchio modello di centro non esiste più e dopo circa due decenni “di sbando” i tempi sono maturi per costruire una nuova era. E pensare che mentre sta accadendo tutto questo, anche grazie all’inizio di una dimensione turistica per Viterbo, c’è chi ancora pensa alla propria “botteguccia politica di consensi” e non perde occasione per raccontare un centro storico alla frutta. La “lega” dei 25 racconta un’altra storia, un’altra verità, un altro centro storico, un’altra idea di città e suona la campana a chi pensa di fare politica con metodi e stili ormai datati, logori e poco credibili.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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