
VITERBO – Une lega, di quelle fatte da persone che condividono speranze e prospettive, è nata nel centro storico di Viterbo. 25 ristoratori si sono uniti e stanno lavorando da tempo a ‘Calici diffusi’. Cosa sarà? Un evento sicuramente bellissimo. Ma anche un primo passo di un approccio molto interessante dove gli imprenditori, gente seria che rischia del suo e con il proprio lavoro contribuisce alla bellezza della parte storica della città, non giocano più da soli ma fanno rete.
Tre giornate: 18,19 e 20 luglio (da venerdì a domenica); tra vini e sapori della Tuscia Viterbese. Insieme ai ristoratori 33 cantine del Viterbese. Ma oltre all’evento c’è di più. Lo spirito è quello di “un patto d’amore verso la città di Viterbo”. Una luce è stata accesa nel centro storico, che sta vivendo un cambio di pelle positivo e promettente.
Il vecchio modello di centro non esiste più e dopo circa due decenni “di sbando” i tempi sono maturi per costruire una nuova era. E pensare che mentre sta accadendo tutto questo, anche grazie all’inizio di una dimensione turistica per Viterbo, c’è chi ancora pensa alla propria “botteguccia politica di consensi” e non perde occasione per raccontare un centro storico alla frutta. La “lega” dei 25 racconta un’altra storia, un’altra verità, un altro centro storico, un’altra idea di città e suona la campana a chi pensa di fare politica con metodi e stili ormai datati, logori e poco credibili.



















