Cellulari in carcere con drone, duro colpo al sistema camorristico attivo anche a Mammagialla
3893886_0950_mammagialla
aiac_banner_02
A novembre 2024 la polizia penitenziaria, con una complessa operazione, era riuscita ad arrestare la banda che dal Poggino stava mettendo in piedi il traffico. sul carcere viterbese.

NAPOLI – Importante azione del Nucleo Investigativo Centrale (N.I.C.) della Polizia Penitenziaria, in sinergia con l’Antimafia, contro la gestione del commercio degli strumenti di comunicazione in carcere. Una rete criminale che risulterebbe attiva anche sul carcere di Mammagialla a Viterbo, dove droga e smartphone con l’utilizzo di droni sono stati più volte introdotti in carcere. A novembre 2024 la polizia penitenziaria, con una complessa operazione, era riuscita ad arrestare la banda che dal Poggino stava mettendo in piedi il traffico.

Erano finite in manette sei persone, tutti cittadini romeni e nordafricani (con loro anche una donna), mentre una settima figura era riuscita a darsi alla fuga.

Nella mattina di questo lunedì 12 maggio invece, personale del Nucleo Investigativo Centrale (N.I.C.) della Polizia Penitenziaria ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, all’esito di articolate indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di un soggetto, detenuto in istituto di pena, ritenuto gravemente indiziato, di partecipazione all’associazione di stampo camorristico denominata “gruppo di Abbasc Miano articolazione del clan Lo Russo,” di tentato omicidio premeditato commesso in danno di tre codetenuti, di porto e detenzione di arma comune da sparo all’interno di un istituto detentivo, di violenza privata in danno di un pubblico ufficiale e di diverse ipotesi di accesso indebito di dispositivi atti alla comunicazione da parte di soggetti detenuti, avendo agito avvalendosi delle condizioni previste dall’art. 416 bis c.p., in particolare, ponendo in essere le condotte all’interno di un istituto detentivo e con modalità tipiche dell’agire di organizzazioni camorristiche, nonché al fine di agevolare l’Alleanza di Secondigliano allo scopo di rafforzarne il controllo sugli istituti detentivi attraverso la gestione del commercio degli strumenti di comunicazione in carcere.

Le indagini oltre a consentire di ricostruire la dinamica e i responsabili del gravissimo fatto verificatosi all’interno della casa Circondariale di Frosinone il 19.9.2021 , consistente nella consegna, mediante un drone, all’odierno indagato, all’epoca ivi detenuto in stato di esecuzione pena e misura cautelare, di una pistola, successivamente utilizzata dallo stesso per sparare contro altri tre soggetti detenuti nello stesso reparto, hanno anche disvelato che l’episodio avvenuto il 19.9.2021 si inseriva nell’ambito di un contesto associativo di più ampio spessore, oggetto di altro procedimento penale. Da altra attività investigativa, all’epoca pendente presso la Procura di Napoli e la Procura di Frosinone, si accertava, infatti, l’operatività di un’articolata associazione per delinquere, paragonabile ad una società di servizi, la cui finalità consisteva prevalentemente nella consegna in diverse carceri sul territorio nazionale di apparecchi cellulari e sostanza stupefacente e i cui esponenti di vertice sono stati identificati in alcuni referenti di consorterie criminali aderenti alla cosiddetta Alleanza di Secondigliano, trasversalmente legata a diversi clan camorristici uniti dalla detenzione in carcere; questi fatti sono stati contestati con altra ordinanza di custodia cautelare e sono anche già stati sentenziati in primo grado con esito positivo.

Il tentato omicidio in danno di ben tre codetenuti, contestato con l’ordinanza oggi eseguita, costituiva l’incipit di un’azione dimostrativa di questa associazione di servizi che, per mantenere il controllo delle consegne a mezzo drone nei diversi istituti detentivi, aveva fatto entrare in carcere un’arma di fatto poi utilizzata nei confronti di altri soggetti che quel potere volevano sottrarre ed esercitare autonomamente attesi gli ingenti guadagni connessi alla gestione dell’affare dei droni e all’ingresso nelle carceri di beni di genere vietato .

Dalle indagini è altresì emerso che l’indagato, oggi attinto da ordinanza, già condannato per 416 bis c.p. durante un precedente periodo di detenzione, avrebbe continuato, proprio attraverso l’uso degli apparecchi di comunicazione, che riusciva a fare entrare in carcere, a partecipare al sodalizio criminoso con modalità del tutto inedite: si è infatti accertato che la sua partecipazione si sarebbe estrinsecata non soltanto in una condotta passiva di morale adesione, conformemente ad un’ampia casistica in base alla quale il vincolo associativo sopravvive alla detenzione in attesa di riespandersi allorquando il detenuto avrà riacquistato la propria libertà, ma anche in contributi di natura attiva, ciò essendo possibile dall’inquietante e per certi versi per lungo tempo sottovalutato fenomeno per cui i detenuti, seppur associati ad istituti di alta sicurezza, riescono a procurarsi apparecchi telefonici che consentono loro di comunicare con l’esterno; nel caso in esame il detenuto si faceva consegnare diversi cellulare del tipo smartphone al fine di poter effettuare comunicazioni evidentemente finalizzate alla sua attiva partecipazione al clan.

I provvedimenti eseguiti sono misure cautelari disposte in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, e i destinatari delle stesse sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

Fisioterapy Center 800x120
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
lafune_300 x 600
monastero interno
Foto Fisioterapy Center
asvis 2
aiac_banner_01
domenicale post
Fune 300x300
TdP_Inalazioni
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Onda
Masicar300x300-optimize
POST FB 02