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Passate le feste di Pasqua si torna al bar de La Fune. Qui si passano le giornate, ci si guarda intorno e si trovano i soliti due vecchietti che si scambiano riflessioni semplici ma genuine. Forse geniali.
di redazione

Questa settimana Aliante della Tuscia ci porta in un viaggio all'interno di un concetto di grandissima attualità ma antico come la storia delle civiltà umane. Parliamo di integrazione, dalla prospettiva che fece prima grandi gli Etruschi e poi la Roma di Augusto.

Una rappresentazione scenica della Passione di Cristo capace di smuovere emozioni incredibili. Fino a un finale insolito, che sa mettere nel cuore anche di chi non crede un profondo senso di rispetto.
di Roberto Pomi

Viterbix ha voluto sintetizzare una riflessione sulla situazione viterbese, con una sintesi un po' amara: "L'assurdo della vicenda è che la croce la sta portando la città".
di redazione
Ogni anno il 25 marzo rappresenta una data importante nel calendario dei viterbesi. Ma qual è l'origine di questa tradizione? Dalla chiesa di Santa Maria in Gradi a quella delle Fortezze ecco quello che c'è da sapere su questa ricorrenza.
di Roberto Pomi

32 morti e più di 250 feriti. Questo è l'ultimo attacco dell'Isis al cuore dell'Occidente. Una sequela di orrori che lasciano, ancora una volta, sgomenta l'Europa. Viterbix ha deciso di dedicare due vignette ai terribili fatti di queste ore.
di redazione
Uno dei più noti dj della scena viterbese si racconta a Fausto Maria Natali. Inizia così il cammino della rubrica Viterbo Under 30, pensata per dare voce ai ragazzi della Tuscia, per farli raccontare e capire come vedono questo territorio.

Nel giorno dei fatti di Bruxelles abbiamo deciso di pubblicare un'edizione straordinaria della rubrica 'Al Bar de La Fune'. I soliti due vecchietti si incontrano nel solito bar e parlano di questa triste giornata di guerra nel cuore dell'Europa.
di redazione
La domenica dovrebbe servire aA godesse quello che te dà ‘l lavoro e la famiglia, no a lavorà pè non avecce più nessuno dentro l’ core...
di redazione

A Bagnorea i garibaldini furono sconfitte dalle truppe pontificie, avendo commesso un errore strategico centrale. Puntavano, per vincere, sull'appoggio della popolazione che invece rimase assente.

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