Marciapiedi da incubo
Via Costantino Agnesotti. Non molliamo il Carmine, insistiamo. Ci spingiamo poco più in là rispetto alla precedente tappa, svoltiamo l’angolo con la speranza di esserci sbagliati, con la voglia di dire “finora è stato un caso, ci siamo sbagliati tutti”. No, torniamo con i piedi per terra e ci rendiamo conto che al peggio non c’è mai fine.

Largo Giorgio Biferali. Siamo tornati al Carmine, avevamo promesso di non lasciare incompiuta la nostra opera di monitoraggio marciapiedi in questo quartiere e abbiamo mantenuto le promesse. Era meglio lasciar perdere.

Proprio di fronte al parco, i marciapiedi si palesano con il loro fare coraggioso e tornano a mostrare il loro profilo migliore: un variegato suolo lunare ricoperto di ghiaia quasi a voler nascondere lo scempio di quella strada. La parola che caratterizza i marciapiedi di via Silvio Pellico è noncuranza . E siamo stati estremamente educati.

Via Leonardo Murialdo. Altra via molto conosciuta e molto attraversata da automobilisti, pedoni, mamme e bambini. Sono soprattutto le mamme che ci raccontano come si passa su quella strada e quanto sia scomodo portare i propri figli nella scuola materna che si trova esattamente a metà via.

Viale Trento. Ognuno di noi ci passa almeno una volta al giorno, tutti ci abbiamo preso almeno una volta l’autobus o il treno nella stazione di Porta Fiorentina, tutti ci siamo passati per andare a studiare nella biblioteca comunale che solitaria sopravvive in questo bel viale alberato. Il lungo viale, infatti, è sicuramente bello, imponente, comodo, ma è ridotto a un colabrodo.

Via Luigi Rossi Danielli. L’ultima volta che siamo stati al quartiere Pilastro per monitorare la situazione marciapiedi, siamo quasi rimasti impantanati nei crateri di Via Volta, di fronte alla scuola elementare.

I marciapiedi di Via della Pila ci mostrano il solito desolante panorama: asfalto devastato, bordi che crollano sotto il peso di piante morte che si decompongono, siepi di rovi che scendono sul marciapiede non si capisce bene da dove, ammassi incolti di vegetazione che si riversano fino al limite della carreggiata.

Una nostra lettrice che percorre a piedi quella strada molto spesso durante il giorno, ci manda una segnalazione con foto annesse che parlano da sole: su quello stesso marciapiede dove vivevano buste di patatine abbandonate, è qualche giorno che sostano lì indisturbate delle siringhe. Sì, avete capito bene.

Strada della Capretta. La palestra viterbese a cielo aperto, la strada che più di tutte ci accoglie i giorni festivi per una camminata, una corsetta, due passi in tranquillità fuori dallo smog cittadino. La segnalazione sui marciapiedi della Capretta, ci arriva proprio da una lettrice che, tutte le domeniche, percorre quella strada e a fatica riporta a casa la pelle.

Viale Vico Squarano. E’ giunta l’ora di andare a vedere come è la situazione marciapiedi nel quartiere Carmine. Zona molto popolata, piena di ogni tipo di servizio e anche luogo di passaggio per arrivare nella “cittadella dei centri commerciali” al di là di Valle Faul, quartiere di scuole, di università, di fermate del bus che, stracarichi, arrivano al capolinea del Riello.

Marciapiedi da incubo
















