Carlo Vulpio (Corriere della Sera): "Questo tiro al piccione su Sgarbi è una palla"
Carlo Vulpio
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VITERBO - Mentre monta lo Sgarbi-gate c'è una voce nel mondo del giornalismo italiano che decide di andare in direzione contraria. E' quella del giornalista del Corriere della Sera Carlo Vulpio. 

VITERBO – Mentre monta lo Sgarbi-gate c’è una voce nel mondo del giornalismo italiano che decide di andare in direzione contraria. E’ quella del giornalista del Corriere della Sera Carlo Vulpio. 

Vulpio è amico di Sgarbi ed è stato anche coautore del programma televisivo su Rai Uno ‘Ci tocca anche Vittorio Sgarbi’. Ma è soprattutto un giornalista d’inchiesta. Ha seguito le inchieste “Poseidon”, “Why Not” e “Toghe Lucane” per Corsera. 

In queste ore ha deciso di intervenire pubblicamente con parole molto dure: “Questo tiro al piccione su Vittorio Sgarbi è una palla. E’ una palla perché è una cosa falsa e perché adesso andrà nel campo avverso. Vogliono togliere di mezzo una persona intelligente, ingombrante e preparata. Questo è un tiro al piccione fatto da vigliacchi”. 

“Credo – continua Vulpio – nella sua correttezza e innocenza e la correttezza passa per le mie mani. Sono testimone oculare di una serie di fatti attribuiti a Sgarbi ingiustamente e chiederò alla Procura di Imperia e di Macerata, se non verranno archiviati prima, di testimoniare. 

Sgarbi è ingombrante per tutti: per il suo governo, per l’opposizione, per i giornali e per i suoi amici o presunti tali. Il Corriere della Sera unico giornale che non gioca al tiro al piccione con Sgarbi”. 

Vulpio nel video inizia a fornire dettagli che potrebbero ribaltare la narrativa dei fatti che è stata portata avanti fino a oggi e che ha determinato lo Sgarbi-gate.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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