
VITERBO – Mentre monta lo Sgarbi-gate c’è una voce nel mondo del giornalismo italiano che decide di andare in direzione contraria. E’ quella del giornalista del Corriere della Sera Carlo Vulpio.
Vulpio è amico di Sgarbi ed è stato anche coautore del programma televisivo su Rai Uno ‘Ci tocca anche Vittorio Sgarbi’. Ma è soprattutto un giornalista d’inchiesta. Ha seguito le inchieste “Poseidon”, “Why Not” e “Toghe Lucane” per Corsera.
In queste ore ha deciso di intervenire pubblicamente con parole molto dure: “Questo tiro al piccione su Vittorio Sgarbi è una palla. E’ una palla perché è una cosa falsa e perché adesso andrà nel campo avverso. Vogliono togliere di mezzo una persona intelligente, ingombrante e preparata. Questo è un tiro al piccione fatto da vigliacchi”.
“Credo – continua Vulpio – nella sua correttezza e innocenza e la correttezza passa per le mie mani. Sono testimone oculare di una serie di fatti attribuiti a Sgarbi ingiustamente e chiederò alla Procura di Imperia e di Macerata, se non verranno archiviati prima, di testimoniare.
Sgarbi è ingombrante per tutti: per il suo governo, per l’opposizione, per i giornali e per i suoi amici o presunti tali. Il Corriere della Sera unico giornale che non gioca al tiro al piccione con Sgarbi”.
Vulpio nel video inizia a fornire dettagli che potrebbero ribaltare la narrativa dei fatti che è stata portata avanti fino a oggi e che ha determinato lo Sgarbi-gate.

















