
VITERBO – “Sbloccata una pratica ferma da dieci anni e così complessa da sembrare una montagna invalicabile”. Questo è il commento della sindaca Chiara Frontini nel giorno dell’approvazione della proposta di firma di un atto transattivo tra Comune di Viterbo e Colleverde srl.
Una vicenda spinosissima, che riguarda la vita di circa 500 persone e quindi di centinaia di famiglie che hanno investito acquistando un’abitazione nella zona dell’Acquabianca (La Quercia) e che da anni non hanno visto realizzarsi una serie di opere e hanno vissuto diversi disagi.
Con questa firma saranno realizzate due opere importanti che sono la rotatoria all’ingresso del quartiere e l’acquedotto con la realizzazione dell’impianto di depurazione che servirà anche Bagnaia. Lavori che inizieranno nei primi mesi del 2025, parola dell’assessore alla Vivibilità Urbana Emanuele Aronne. Poi c’è tutta la partita del bando per il loto e il contenzioso con Setas.
Comune e Colle Verde srl hanno trovato un accordo complesso, su cui le precedenti amministrazioni non erano riuscite e il consiglio ha dato l’ok alla transazione. “Una delibera di speranza – l’ha definita così la sindaca Frontini – che vuole essere una risposta ai problemi di un intero quartiere”.
Dettagli sul contenzioso tra Comune e Colleverde srl
Il contenzioso si apre in merito alla realizzazione di una serie di opere: fognature per 1.850.000 euro (completamento della fognatura da Colleverde fino a Viterbo) e realizzazione di un nuovo pozzo con serbatoio di accumulo e realizzazione acquedotto per 2.350.000 euro.
La questione si blocca quando la Colleverde srl emette una fattura di 420.000 euro al Comune per il pagamento della percentuale del 60% di opere realizzate e non pagate. La Colleverde srl quindi fa causa al Comune, causa il cui giudizio è ancora pendente.
Il pagamento era stato bloccato perché la Colleverde ha realizzato le opere di urbanizzazione solo nella parte privata e nel frattempo la convenzione era scaduta. Il Commissario prefettizio diede quindi incarico a uno studio legale per redigere una duo diligence per ricostruire la vicenda. Inoltre viene fatto un riconteggio di quanto realizzato e pagato e, in considerazione che le opere sono state prevalentemente realizzata nella parte privata, si decide di richiedere alla srl un conguaglio da restituire al Comune pari a 535.000 euro circa.
La Colleverde quindi chiede al Comune 420mila euro e deve realizzare ancora lavori per 1 milione e 558mila euro. Il Comune chiede alla Colleverde 535mila euro. In sostanza il Comune dice alla Colleverde che non è disposto a pagare quanto richiesto ma chiede un risarcimento di 2 milioni di euro circa.
Quindi tutta una serie di considerazioni. I 420mila euro che Colleverde richiede al Comune non è certo che non siano dovuti in quanto la convenzione non stabiliva da dove dovessero iniziare i lavori. L’importo di un milione e mezzo di lavori da realizzare scaturisce da prezzari del 2023, il conguaglio di 535mila euro non è certo che non sia dovuto. Da qui l’opzione della transazione che determina una serie di benefici: l’annullamento delle azioni legali in corso, la valutazione che anche in caso di vittoria del Comune dei tribunali la srl potrebbe non risponderne, un proseguo dell’azione legale potrebbe avere tempi lunghissimi a discapito degli abitanti del quartiere, il Comune è proprietario di molti lotti che potrebbero essere messi sul mercato e rimasti bloccati nel contenzioso.
Con la transazione il Comune realizzerà in proprio le opere mancanti (rotatoria e acquedotto con depuratore) che comunque avrebbe dovuto pagare per il 60%, riceverà il lotto 24 (valore stimato 532mila euro), il lotto 25 (valore stimato un milione di euro), il lotto 33 (valore stimato 159mila euro). Il tutto per un valore di lotti pari a un milione e 700mila euro circa.

















