Casa del Balilla sulla facciata del liceo intitolato a Mariano Buratti: circa duecento persone al sit-in di protesta
Buratti2
lafune_800 x 120

VITERBO – La ricomparsa della scritta fascista “Casa del Balilla” sulla facciata restaurata del Liceo Classico di via Tommaso Carletti ha scatenato una discreta tensione in città. La scritta d’epoca è riemersa durante i lavori di ristrutturazione dell’edificio — finanziati dal Pnrr e monitorati dalla Soprintendenza —, che in passato fu sede dell’Opera Nazionale Balilla e della Gil. Il ritorno della scritta sul palazzo che oggi porta il nome dell’eroe partigiano e medaglia d’oro al valor militare Mariano Buratti ha dato vita a un cortocircuito simbolico, culminato sabato mattina in un partecipato sit-in di protesta davanti all’istituto.

Centinaia di cittadini (circa duecento), insieme al presidente dell’Anpi Viterbo Enrico Mezzetti, al vicepresidente del Consiglio regionale Enrico Panunzi e a numerosi esponenti della sinistra locale, si sono radunati per chiedere la cancellazione immediata del simbolo del Ventennio. Tra i momenti più tesi della mattinata, la protesta di Paolo Bianchini, nipote di Mariano Buratti, che si è incatenato al cancello della scuola definendo la scritta “una dichiarazione di guerra” e promettendo di rimanere bloccato lì fino alla sua rimozione.

La mobilitazione ha visto anche interventi duri contro le istituzioni preposte alla tutela e ai restauri, tra cui quello dell’editore di Tusciaweb Carlo Galeotti, che ha richiesto pubblicamente le dimissioni della Soprintendente Margherita Eichberg, e l’invito intransigente dell’ex professore Aurelio Rizzacasa, che ha chiesto la cancellazione immediata dell’iscrizione per evitare azioni eclatanti. La protesta lascia ora aperta la questione sulla gestione dei reperti storici emersi durante i cantieri pubblici in edifici intitolati ai valori della Resistenza. Un caso in realtà spinoso, che dovrebbe essere affrontato con la massima attenzione e su un livello tecnico più che ideologico.

CNA 800x120
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Un uomo che ha capito che tutto il successo del mondo non vale quanto la possibilità di riposare all'ombra di un castagno che hai piantato con le tue mani.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Jeep_Compass_apex_300x300_200
POST FB 02
domenicale post
lafune_300 x 600
Onda
TdP_Inalazioni
Foto Fisioterapy Center
Fune 300x300
asvis 2
monastero interno
Masicar300x300-optimize
aiac_banner_01