
L’inflazione galoppa nei carrelli della spesa, anche nel Viterbese. I dati pubblicati da Altroconsumo fanno riflettere: in un anno zucchine, olio di girasole e zucchero rincarano di oltre il 50%, farina e latte di circa un terzo. Per 9 prodotti su 10 del nostro personale carrello della spesa, aumenti a doppia cifra
Era da trent’anni che non si vedeva un rialzo dei prezzi così significativo. Secondo i dati Istat, in media i prezzi al consumo nel 2022 sono cresciuti del 8,1%. Un’enormità se si pensa che l’anno precedente erano cresciuti solo dell’1,9% rispetto al 2020 e nell’anno della pandemia erano addirittura diminuiti (-0,2%) rispetto al 2019.
Particolarmente sentita l’impennata sui prodotti alimentari, interessati da un salto pari al 12,8%. Tra i prodotti alimentari che noi italiani abbiamo pagato più nel corso dell’ultimo anno ci sono anche i prodotti di base: pane e cereali (aumentati nel corso del 2022 in media del 16,4%), il riso (+38%), la farina (+22%) e la pasta (+20%). Più cara anche la carne (in media +10,8%) e soprattutto la carne di pollo (+18,4%). Anche il pesce ha seguito più o meno lo stesso trend, con aumenti medi del 10% (con quello surgelato che supera il 15%).
Ecco un prospetto dei rincari più significati e che più stanno intaccando i conti delle famiglie italiane: il latte fresco (aumentato di circa il 20%) e quello a lunga conservazione (addirittura del 35%). Yogurt (+20%), formaggi (+18%) e uova (+22%) evidenziano incrementi sopra la media. Se l’olio d’oliva e l’acqua minerale si fermano (si fa per dire) a un +16%, sono il burro, gli olii alimentari e soprattutto lo zucchero che in questo 2022 ci sono costati molto di più: ovvero rispettivamente +43%, +48% e +53%. Anche prodotti meno indispensabili (ma sempre più spesso acquistati dagli italiani) non hanno lasciato scampo: i gelati (+19%), i succhi di frutta (+17%) e i piatti pronti (+16%).
Alla fine della fiera le proiezioni di Altroconsumo raccontano carrelli rincarati del 24% rispetto allo scorso anno.


















