Caro bollette, Ciambella: "Gli enti locali intervengano almeno sul prezzo dell'acqua Talete"
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VITERBO - Caro bollette, Luisa Ciambella: "Anche gli enti locali, se vogliono, possono trovare i modi di intervenire per le proprie competenze. Si agisca sull'acqua".

VITERBO – Caro bollette, Luisa Ciambella: “Anche gli enti locali, se vogliono, possono trovare i modi di intervenire per le proprie competenze. Si agisca sull’acqua”.

“La situazione del caro bollette è arrivata a livelli insostenibili, lo conferma anche chi in città si occupa di seguire le famiglie in difficoltà. Agli aumenti di luce e gas di cui si parla in questi giorni a livello nazionale, si sommano quelli applicati localmente negli ultimi anni al costo dell’acqua, compresso l’incremento tariffario votato in maniera scellerata dalla maggioranza dell’assemblea dei sindaci Talete a maggio scorso, nel mezzo di una pandemia. E che tanti disagi sta causando”.

“In tempi non sospetti – continua Ciambella – mi sono occupata, per quanto riguarda le competenze del Comune di Viterbo e della Provincia, di trovare gli strumenti per sostenere chi non riesce più a pagare certe cifre o che per farlo è costretto a rinunciare a necessità primarie. Ma alle mie proposte sia il Comune che la Provincia risposero picche. Per quanto riguarda il Comune di Viterbo, ricordo ad esempio l’ordine del giorno con cui chiedevo di mitigare almeno l’impatto degli incrementi della tariffa idrica, sfruttando i fondi messi a diposizione dal decreto “Sostegni bis”. Il provvedimento, infatti, dava la possibilità ai Comuni di destinare quelle risorse anche a coprire i costi delle utenze domestiche, oltre che alla distribuzione dei buoni spesa per la solidarietà alimentare. A Viterbo, per la cronaca, erano stati assegnati 276mila euro. Ma anche in quel caso non fui ascoltata.

Dopo due anni di pandemia le famiglie sono stremate. Il livello di povertà ha raggiunto livelli record. I provvedimenti presi a livello governativo vanno nella direzione di alleviare le problematiche, ma non saranno sufficienti. E’ necessario quindi che anche gli enti locali inizino a ragionare per trovare le modalità giuridiche per sostenere queste famiglie, creando una rete di supporto e sostegno. O di intervenire direttamente nei casi in cui, come per l’acqua, il Comune è nelle condizioni di poterlo fare”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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