Cardoni: "Gli imprenditori storici stanno lavorando per rilanciare il centro. Dire che è morto ci fa solo male"
Foto Cardoni Casa
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"Ci dobbiamo fare un regalo: smetterla di descrivere il centro storico come morto. Questa lamentela ci fa solo male".

COSTRUTTORI – Investire sulla propria attività, con visione e intelligenza, perché il centro storico di Viterbo “val bene una messa”. Ne è convinto Fabrizio Cardoni, uno che di acque alla guida di un negozio nel centro (Cardoni Casa) ne ha navigate parecchie. Da più di settanta anni la sua famiglia vende biancheria per la casa. Prima a piazza della Vittoria e da circa due anni in via Marconi.

“Ho vissuto una vita nel centro storico e non è vero che siamo nel punto più basso. Le problematiche ci sono ma si tratta di criticità riscontrabili nei centri storici di tutte le città italiane – ci racconta Cardoni -. Chiaramente c’è una crisi economica e si sente ma sono convinto che se ci mettiamo a lavorare a testa bassa, noi quindici-venti commercianti storici, possiamo trainare la rinascita”.

 

 

 

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Il suo è uno sguardo attento, che poco si lascia strattonare dalle chiacchiere. “La gente gira, esce. Il nostro vero problema è che la provincia entra poco. Una volta andavamo bene grazie proprio alle persone che venivano dai nostri paesi. Oggi c’è l’e-commerce, ci sono i centri commerciali di Roma e di Viterbo che hanno un certo appeal. Noi questo appeal invece l’abbiamo perso, spesso, proprio come offerta di prodotti – sviscera la questione Cardoni -. Mettiamoci nei panni del consumatore: mi devono offrire qualcosa di ricercato altrimenti vado al centro commerciale. Per essere vincenti noi commercianti in primis dobbiamo fare la differenza. Nel mio negozio stanno venendo clienti da Terni. Ci ho parlato e ho cercato di capire cosa stesse accadendo. Sapete qual è la risposta? Da loro i negozianti del centro hanno abbassato di molto la qualità di quello che offrono e così in tanti hanno chiuso. Funziona così nel mio settore. Se voglio sai quante lenzuola da vendere a dieci euro trovo ma non è il mio lavoro. Ognuno deve seguire la sua strada. Serve ai negozi una proposta di qualità. E’ vero che così ti rivolgi a una nicchia ma è quella che ti serve. I supermercati e i centri commerciali fanno il loro lavoro, non possiamo competere su quel livello”.

“Poi ci dobbiamo fare un regalo: smetterla di descrivere il centro storico come morto. Questa lamentela ci fa solo male. Qualche giorno fa il sindacalista della Uil Turchetti ha rilasciato un’intervista dove racconta di avere lasciato il centro per la delinquenza. Vorrei capire uno che chiude gli uffici alle 18 che delinquenza ha mai incontrato qui in centro”.

Un altro tema è quello del costo degli affitti nel centro storico, anche qui Cardoni smonta i luoghi comuni che stanno circolando: “A Lucca la mia stessa vetrina costa molto di più. Al Corso, se tratti bene, ce la fai ad aprire e stare in piedi. Venti anni fa non ti avvicinavi”.

Non solo parole le sue ma fotografie lucide di una realtà complessa. E non parla soltanto Cardoni ma rischia del suo e vuole contribuire al rilancio del centro. “A giorni apriamo un nuovo spazio davanti a Schenardi, che presto riaprirà. Sarà uno spazio piccolo ma ho già in progetto di realizzare uno showroom al piano di sopra”.

Ma l’interessante viene quando l’imprenditore spiega la logica dell’investimento: “Apriamo per i turisti. Il fine settimana specie ne girano parecchi e abbiamo bisogno di uno spazio dove possano vedere i nostri prodotti. Ci serve un punto di contatto perché poi possano ordinare e comprare attraverso internet, infatti stiamo lavorando su un e-commerce. Metteremo in vendita prodotti che non trovi in tutti i negozi, di cui in tutta Italia ce ne sono venti-trenta pezzi. La gente deve vedere le cose belle, poi magari non compra niente ma è uguale. L’importante è attirare persone, alla fine se vengono spendono. E se non spendono da me magari comprano i popcorn al negozio vicino”.

Poi riflette anche sulla domenica: “Bisogna che ci mettiamo in testa di restare aperti, è sempre pieno specie in inverno. Dobbiamo sviluppare noi commercianti strategie per stare sul mercato”.

 

 

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