Capodanno 2019 in piazza a Viterbo, stanziati 60mila euro. De Carolis a caccia "del nome" da portare
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VITERBO - La grande prova, con un certo vento di scetticismo sollevato da diversi ambienti della città, lo scorso anno. La città ha risposto bene, riempiendo di fatto piazza della Rocca. Esperimento, fortemente voluto dall'assessore alla Cultura e al Turismo Marco De Carolis, riuscito.

VITERBO – Il Capodanno in piazza nel capoluogo della Tuscia vuole essere una costante dell’amministrazione Arena.

La grande prova, con un certo vento di scetticismo sollevato da diversi ambienti della città, lo scorso anno. La città ha risposto bene, riempiendo di fatto piazza della Rocca. Esperimento, fortemente voluto dall’assessore alla Cultura e al Turismo Marco De Carolis, riuscito.

Tanto che a Palazzo dei Priori hanno sistemato carte e fondi per rendere possibile un’edizione 2019. Stanziati, in fase di assestamento di bilancio, 60mila euro. Obiettivo dichiarato dallo stesso assessore De Carolis è “portare un nome”. 

Lo scorso anno mancò ma la piazza scelta come location non ebbe problemi a riempirsi, forse anche al di là delle più rosee aspettative. La caccia al cantante o gruppo di successo o dj di richiamo è iniziata. 

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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