Frazioni: "favoriti gli amici degli amici"
viterbo
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"Sui consigli di frazione non posso nascondere il mio profondo disappunto per le scelte poste in essere dal gruppo consiliare del Partito Democratico: scelte non rappresentative, favoriti gli amici degli amici"
Stefano Calcagnini

“Sui consigli di frazione non posso nascondere il mio profondo disappunto per le scelte poste in essere dal gruppo consiliare del Partito Democratico: scelte non rappresentative, favoriti gli amici degli amici”. Questione che cerchi, litigio che trovi. In casa del Partito Democratico continua il tutti contro tutti che vi avevamo raccontato nei giorni scorsi.

Il segretario comunale Stefano Calcagnini interviene così in merito alle scelte del gruppo Pd in consiglio riguardo i nomi indicati per i consigli di frazione. “Non sono rappresentativi – dice Calcagnini -il gruppo ha coscientemente e deliberatamente posto in essere scelte arbitrarie e unilaterali in totale disaccordo con la linea espressa dal Partito Democratico”. Calcagnini poi prosegue sulla via del disconoscimento di quanto fatto dagli eletti democratici: “allo scopo di sanare la ferita inferta nei confronti dei circoli del Partito Democratico dei territori decentrati, che il Partito Democratico della Città di Viterbo, si farà carico di procedere alla immediata costituzione di gruppi lavoro, realmente rappresentativi, onde consentire la reale partecipazione dei cittadini delle frazioni, e non degli amici degli amici”.

Insomma è guerra tra eletti e gruppo dirigente. Una guerra della quale ci aveva già parlato nei giorni scorsi il sindaco Michelini che si era espresso che parole molto dure, senza citarlo, proprio contro Calcagnini e gli organi dirigenti. “I partiti – aveva dichiarato il primocittadino al La Fune – facciano il loro lavoro e che si rapportino con l’elettorato, ma serve disconnessione tra la loro attività e quella dell’amministrazione che è composta dagli eletti, che non sono la stessa cosa dei dirigenti di partito”.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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