Cane avvelenato per due volte nel suo giardino, indagano i carabinieri
Roy
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"Mi spaventa sapere che qualcuno capace di fare una cosa simile possa aggirarsi tranquillo e indisturbato, proprio qui, tra le nostre case".

VITERBO – Tentano di avvelenare un cane, per ben due volte nel giro di pochi giorni, mentre se ne sta nel giardino della sua casa. Il fatto è accaduto nel quartiere Murialdo e i proprietari, oltre a presentare denuncia ai carabinieri, hanno voluto lanciare un allarme ai proprietari di cani di fare molta attenzione.

“Mi spaventa sapere che qualcuno capace di fare una cosa simile possa aggirarsi tranquillo e indisturbato, proprio qui, tra le nostre case.
Roy è parte della nostra famiglia e vederlo soffrire così ci ha spezzato il cuore. Un grazie immenso alla Clinica Veterinaria Monti Cimini, che gli ha salvato la vita entrambe le volte. Sono stati davvero degli angeli, pieni di competenza e umanità. Se qualcuno ha notato movimenti o episodi insoliti in zona, vi prego di contattarmi: anche un piccolo dettaglio può fare la differenza”, lo sfogo accorato della proprietaria.

Che racconta: “Il nostro Roy, lupo cecoslovacco di 8 anni, è stato avvelenato due volte nel giro di pochi giorni, mentre era solo nel nostro giardino. Non era mai uscito in passeggiata, quindi sappiamo con certezza che è successo lì — una volta di notte e una di mattina, mentre non eravamo a casa.

La prima volta, l’8 ottobre, il veterinario ha sospettato un avvelenamento da metaldeide e abbiamo portato dei campioni al Centro Zooprofilattico di Viterbo, dove sono ancora in esame. La seconda volta, purtroppo, abbiamo trovato il veleno nel giardino, quindi non ci sono più dubbi. Abbiamo già presentato denuncia e, per fortuna, i carabinieri stanno intervenendo”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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