

VITERBO – Camper parcheggiati undici mesi all’anno in aree per la sosta pubblica in diversi quartieri del capoluogo. Un “paradiso” per i camperisti che però non è indolore, anzi. Infatti per fare contenti pochi si creano disagi a molti e la cosa sta iniziando a non essere più tollerata.
Dal Carmine al Murialdo, passando per le Fortezze, sono molti a non accettare più la cosa e a guardare di cattivo occhio un vero e proprio abuso. Tutto regolare per la legge. In linea generale, in Italia, la sosta dei camper è regolata dall’articolo 185 del Codice della Strada, che equipara i camper agli altri autoveicoli. Ciò significa che un camper può sostare ovunque sia consentito a un’autovettura, purché rispetti la segnaletica stradale e non si trasformi in campeggio. La legge non vieta espressamente di dormire in camper, ma la sosta non deve diventare campeggio o attendamento.
Su un sito di camperisti troviamo: “La sosta prolungata è consentita se il camper rispetta determinate condizioni: in primis, l’essere regolare con targa, assicurazione e bollo, ovviamente. In secondo luogo, nel rispetto della segnaletica stradale. Infine, nel rispetto delle ordinanze locali prima e nazionali poi.
C’è da dire che, salvo diverse segnalazioni, la sosta prolungata è consentita previo pagamento, quindi in prevalenza nei campeggi. Nelle aree comunali, invece, la durata della sosta arriva generalmente fino a un massimo di 48-72 ore”.
In molte città quindi l’abuso è impedito da un’apposita ordinanza comunale, che riduce la possibilità di parcheggi prolungati dei camper sempre nello stesso punto. A Viterbo non ci risulta in vigore nessuna ordinanza in materia. Quindi tecnicamente i camper possono restare parcheggiati a lungo, sempre che siano in regola con revisione, assicurazione e bollo.
Le aree critiche sono il parcheggio davanti al PalaMalè e il parcheggio delle Poste al Carmine. Nel primo caso i camper parcheggiati per undici mesi all’anno (e sono diversi) “bruciano” posti auto preziosi per chi frequenta il palazzetto dello sport e la piscina comunale. In buona sostanza chi paga abbonamenti per avere servizi sportivi poi ha difficoltà a parcheggiare l’auto ed è esposto a giri a vuoto perché qualcuno occupa per undici mesi all’anno l’area sosta. Al Carmine sono invece i residenti ad averne “le tasche piene”. Tanto che a seguito del precedente articolo dove La Fune evidenziava l’abuso del Murialdo sono stati gli stessi cittadini del Carmine a contattarci per raccontare quanto accade anche nella loro zona.
Stesso problema alle Fortezze, un’area dove c’è grande bisogno di parcheggi “intasata” dagli interessi di qualcuno.
Ci sembra che ce ne sia abbastanza per chiedere alla sindaca Chiara Frontini un’ordinanza che liberi i parcheggi di Sacrario e Carmine dai camper a lunga sosta (undici mesi all’anno in molti casi) perché non è possibile che l’interesse di pochi venga fatto prevalere sull’interesse generale. Al tempo stesso, in attesa dell’ordinanza, magari qualche camper potrebbe essere già rimosso se non in regola con revisione, bollo e assicurazione. Mandare sul posto la polizia locale per le verifiche del caso sarebbe un primo segnale di sensibilità.
Alla politica la scelta: tutelare l’interesse di qualcuno o quello generale? In base a quello che vedremo fare nei prossimi dieci giorni avremo capito che tipo di risposta vorrà dare al quesito amletico Palazzo dei Priori.

















