36enne trovato cadavere nei boschi di Monte Fogliano, sul corpo diversi proiettili
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Si tratta di un uomo di 36 anni, Abdelkrim Cheheb, originario del Marocco e senza fissa dimora. A fare la macabra scoperta un appassionato di trekking che ci si è imbattuto, sabato pomeriggio, mentre stava attraversando un punto remoto del bosco, lontano dalla strada principale che porta al monastero di Sant'Angelo.

VETRALLA – Un cadavere ritrovato nel bosco di Monte Fogliano nella frazione di Tre Croci. Si tratta di un uomo di 36 anni, Abdelkrim Cheheb, originario del Marocco e senza fissa dimora. Stando quanto trapelato, a indagini in corso, sarebbe morto per ferite da arma da fuoco. Diversi i segni di proiettile visibili sul corpo.

A fare la macabra scoperta un appassionato di trekking che ci si è imbattuto, sabato pomeriggio, mentre stava attraversando un punto remoto del bosco, lontano dalla strada principale che porta al monastero di Sant’Angelo. Sul posto sono arrivati, come da prassi, i sanitari insieme ai carabinieri. Non hanno potuto fare altro che constatare il decesso e avviare le indagini.

La zona è interessata da un intenso traffico di droga, che trova proprio nel bosco il nascondiglio perfetto.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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