Bufera sul Trasporto, tagliare la testa del toro facendo quadrato intorno al sindaco Frontini e facendo dimettere Marinetti
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VITERBO - L'esordio del sindaco Chiara Frontini nel giorno più bello della città non è dei migliori ma piuttosto che procedere con uno sterile "linciaggio" e scambio di accuse la via giusta è quella di sviscerare la questione e fare quadrato intorno al sindaco Frontini.

VITERBO – La questione della gestione delle presenze delle persone lungo il percorso del Trasporto è un tema che ha gettato pesanti ombre sull’ultimo tre settembre. L’esordio del sindaco Chiara Frontini nel giorno più bello della città non è dei migliori ma piuttosto che procedere con uno sterile “linciaggio” e scambio di accuse la via giusta è quella di sviscerare la questione e fare quadrato intorno al sindaco Frontini.

La città ha bisogno di compattezza in questo momento e non di sfarinarsi per le classiche e fallimentari beghe politiche. Stiamo parlando della più importante festa di Viterbo e del suo evento centrale: quello che promuove l’immagine della città, che è nel cuore di moltissimi e soprattutto che ha un titolo Unesco. Il problema dei problemi è proprio questo: il titolo di Patrimonio Immateriale dell’Umanità. 

La tradizione del Trasporto è un bene universale e il Comune di Viterbo ha un preciso impegno internazionale che è quello di preservare e mantenere intatta la manifestazione così come descritta bene nel dossier di candidatura. E quando Viterbo si è presentata a Baku aveva presentato non la Macchina in sé ma l’insieme di più fattori tra cui il coinvolgimento popolare. Le parole spese da Sandro Rossi in questi giorni si muovono in quel solco e il Sodalizio ha usato l’unico argomento forte che ha a disposizione per attirare l’attenzione su un fatto: l’applicazione delle leggi, fondamentali, sulla sicurezza va cucita nella maniera più opportuna per il Trasporto. In realtà come avviene ovunque. Con la consapevolezza che bisogna creare le condizioni per gestire il rischio di pericolo e non annullarlo. 

Ad avere le idee più chiare su tutta questa storia sono proprio i Facchini. Per un motivo ovvio: l’esperienza. Quello che serve è un tavolo di ordine pubblico e sicurezza dove le istituzioni siedano per dire quale è la legge da applicare, ascoltino i consigli di chi ha l’altra parte di conoscenze che serve in questo caso specifico e poi si costruisca un piano ragionato e mirato. Non ci si può ammantare dietro a un generico “lo dice la legge” per difendere errori palesi perché quanto avviene in altre iniziative in Italia mette in luce che nel rispetto della legge si possono preservare le tradizioni. 

I giorni che seguiranno sono molto importanti, infatti è necessario ricomporre la frattura che si è creata la notte del tre settembre scorso. In questa operazione un ruolo fondamentale dovrà giocarlo il sindaco Chiara Frontini. Bene quindi il consiglio straordinario chiesto dalle minoranze ma solo se si avrà la capacità politica, fuori dalle logiche di contrapposizione, di usarlo come luogo di investitura e legittimazione forte del primo cittadino a sedere al tavolo di ordine pubblica e sicurezza con un preciso mandato di tutela della tradizione nel rispetto ovvio delle leggi sulla sicurezza. In buona sostanza è il momento di fare quadrato intorno a Chiara Frontini per darle la massima forza possibile e tagliare la testa al toro a una situazione che rischia di incancrenirsi. 

L’intervento del consigliere Eros Marinetti è la prova che in città quanto accaduto non ha rappresentato un’occasione di ascolto e di pensiero su un tema importante ma piuttosto è diventata l’ennesima occasione per fare piazzate e gettare benzina sul fuoco. Un modo di fare che deve essere respinto al mittente e che deve essere censurato nella maniera più dura chiedendo a grande voce che Marinetti, come dimostrazione del suo tenere al bene della cosa pubblica ed essendo un civico che si è candidato per il bene della città, si dimetta. Lo chiedano il sindaco e i consiglieri comunali in privato a Marinetti perché se lo facesse spontaneamente sarebbe grande prova di maturità e di esempio. Qualora il consigliere non volesse ascoltare il consiglio opportuno, dimostrando di non volere lasciare la poltrona, allora sarebbe il caso che le dimissioni venissero chieste in consiglio dal sindaco stesso, che avrebbe l’occasione per mostrarsi diversa davvero da chi l’ha preceduta e di dare a inizio mandato un segnale davvero importante. Se il sindaco non dovesse farlo allora confidiamo in consiglieri storicamente consapevoli dell’importanza del Sodalizio per la città come Marco Ciorba e Maria Rita De Alexandris. Le parole di Marinetti sono gravi e non possono essere superate con un post cancellato su Facebook e una delega revocata in attesa di fare calmare le acque e conferirne un’altra. Questo sarebbe un giochetto della politica, uno di quei giochetti non compatibili con l’immagine che il sindaco Frontini intende dare di sé. 

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Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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