
VITERBO – Questo editoriale nasce in un bosco della Tuscia. Dove, con un amico di vecchia data, abbiamo camminato per poco più di un’ora, in un orario improbabile, parlando di Botticelli, Poliziano e dell’azione politica dei Medici.
Filo conduttore di tutto il potere della politica, quella vera. La consapevolezza dell’esigenza di un Rinascimento da mettere nell’impasto di un nuovo lievito da cui tirare fuori nuovo pane e nutrimento per il nostro territorio. Un bel ragionamento di Natale, periodo dove diventa possibile parlare di rinascita e futuro. Cercando con gli occhi, tra la nebbia del presente, la guida di una cometa. Consapevoli che più che nel cielo questa vada ricercata dentro noi. Magari non all’interno di un singolo uomo ma dentro un gruppo più largo. Nella convinzione che un giornale, come questo, possa servire a fare da casa comune.
Il 2019 ci regalerà una nuova Fune, un quotidiano che vuole essere sempre più luogo di idee e di scambio. Capace di contaminazioni, di immaginazione del futuro. Lontano dagli schemi dell’oggi e dello ieri, capace di tracciare rotte possibili e interessanti. I più attenti avranno notato che nella campagna di comunicazione che abbiamo lanciato, in questi giorni sulla limitazione dell’uso della plastica, è comparso un nuovo simbolo. Quello di un’ape. E un nuovo nome: L’Alveare. Un’associazione culturale che abbiamo costituito e con la quale contiamo di agire sul territorio, partendo proprio dal comune capoluogo.
Non siamo rassegnati, non siamo contenti di come vanno le cose. Sogniamo altro, guardiamo oltre. L’Alveare sarà il luogo dove aggregheremo e La Fune sarà lo strumento con cui parlerà a tutti e permetterà di aggregare.
Botticelli, Poliziano, Lorenzo e Giuliano dei Medici. Un gruppo di amici, pochi uomini, capace di scrivere un cambiamento di prospettiva. Una cometa che fece la grandezza di Firenze, con le armi potenti della cultura e dell’arte. Con la magia della bellezza.
Questo giornale quindi sarà sempre più luogo di confine e speranza. Mezzo con cui costruire alleanze e azioni concrete. Arriviamo a Natale con tutto questo nel cuore. Confidando che da questa consapevolezza possa nascere una nuova Primavera e una nuova Venere. Tante le risorse, tante le occasioni che non sono sfruttate. Molte le intelligenze slegate che sarà importante guidare su posizioni comuni. Da qui la centralità del concetto di Cometa. Che richiama quello di Bambino.
Nella passeggiata nel bosco è venuto a trovarci anche Nietzche. Essere cammello, quindi leone, infine Bambino. Seguiremo questa linea, lavorando come l’ape. Come accade per i bambini avremo bisogno di attenzioni e cure. Di impegno e sostegno. Per questo trovate, da qualche giorno, nel sito banner con cui forniamo il nostro Iban per raccogliere donazioni per rendere sempre più forte il giornale.
Ringraziamo gli sponsor che in questi anni hanno permesso un percorso importante. Lanciamo un invito alle imprese del territorio perché investano sempre più su La Fune. Non faremo mai mancare il nostro apporto al successo del vostro business. Insieme possiamo farcela e sarà splendido fare brillare una nuova luce. Buon Natale e buone feste.


















