Branco aggredisce 17enne, ignoti vandalizzano la palestra di Santa Barbara. Nel capoluogo c'è qualcosa che non va
Centro storico Viterbo - Di Giovancarlo
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VITERBO - Come giornale del territorio invitiamo tutti i ragazzi che si trovassero a vivere situazioni di difficoltà a scriverci a lafune.giornale.viterbo@gmail.com.

VITERBO – C’è qualcosa che non va. Qualcosa di serio, parecchio. Roba comune con le altre città italiane ma la logica del “mal comune mezzo gaudio” funziona a fatica. Nelle ultime 24 ore Viterbo è stata teatro di un’aggressione a volto coperto in un giardinetto. La vittima un 17enne, gli aggressori? Tre coetanei, comunque tre ragazzi. 

Nella stessa mattinata di ieri da Santa Barbara le immagini di un atto vandalico all’interno di una palestra attesa dalla comunità locale e dall’intera città da dieci anni. Doveva essere il giorno della vigilia dell’affidamento al futuro gestore. Sono in corso le indagini per trovare gli autori ma l’ipotesi più probabile sul tavolo è che si sia trattato di un’azione compiuta da uno o più giovani. 

Vengono in mente i sabato pomeriggio con il McDonald di via San Paolo (zona Valle Faul) costretto a tenere chiuso per la presenza assidua di una specie di baby-gang. Un paio di settimane fa, nei giardinetti a ridosso delle scuole di via Cattaneo, è stata arrestata con dosi di droga già pronte una spacciatrice. 

C’è un lato oscuro di Viterbo che ha a che fare con violenza, vandalismo e droga. Un mondo che sembra avere molto a che fare con i giovani e i giovanissimi. Una parte di società troppo spesso fuori dai radar, con logiche tutte sue e dove spesso azioni anche violente rischiano di rimanere invischiate nel silenzio. 

Come giornale del territorio invitiamo tutti i ragazzi che si trovassero a vivere situazioni di difficoltà a scriverci a lafune.giornale.viterbo@gmail.com. Ci preoccuperemo di fare luce su quanto vorrete segnalarci e garantiamo l’anonimato delle segnalazioni.

Gli Stati Generali La Fune
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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