Borgo delle fiabe di Sant'Angelo, l'associazione Acas ha le mani legate da un debito verso il Comune
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VITERBO - L'associazione che è realizzatrice e custode del borgo dipinto ha avviato una raccolta firme per portarle in Comune e puntare a ottenere il riconoscimento del lavoro fatto negli anni e l'azzeramento del debito.

VITERBO – Il borgo delle fiabe di Sant’Angelo inchiodato da un debito dell’associazione Acas. Il paradosso è che si tratta di un debito nei confronti del Comune di Viterbo per una vecchia causa. La cifra che l’associazione che ha costruito il miracolo Sant’Angelo ammonterebbe a 10mila euro. Una situazione debitoria con l’ente che impedisce all’associazione di ottenere permessi e patrocini, effettuare lavori di manutenzione e similari. 

La presidente dell’associazione Paola Chiovelli ha chiesto all’attuale amministrazione Frontini, la causa risale all’epoca Arena, di assorbire il debito e di operare “il riconoscimento istituzionale del progetto dei murales a Sant’Angelo”. Richieste andate a vuoto. 

Quindi l’associazione che è realizzatrice e custode del borgo dipinto ha avviato una raccolta firme per portarle in Comune e puntare a ottenere il riconoscimento del lavoro fatto negli anni e l’azzeramento del debito. Intanto la favola di Sant’Angelo spera nella fatina che rimetta le cose a posto. 

Anche perché il progetto Sant’Angelo ha sicuramente un valore importante e rappresenta una bella realtà da tutelare e valorizzare. 

 

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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