









VITERBO – C’è un fermento antico che torna a scorrere tra le pietre dei nostri borghi, un rimescolio che non sa di polvere, ma di officina e di futuro. La presentazione di Borghi Maestri, progetto ambizioso targato Confartigianato Imprese Viterbo, è arrivata come una ventata di aria buona in un tempo che spesso dimentica il valore del “fare”.
Non si tratta della solita kermesse estiva messa in piedi per riempire un calendario. Qui si parla di un’operazione di cucitura territoriale: l’artigianato che si sposa col cinema, la storia di un territorio che si fa storytelling internazionale, il tutto sotto l’egida di un nome che di questo paesaggio fu attento osservatore, Pier Paolo Pasolini.
Il progetto, sostenuto con decisione dalle Camere di Commercio di Viterbo-Rieti e di Roma e realizzato in sinergia con il Comune di Soriano, lo Studio Iandiorio e il Tuscia Film Fest, ha le idee chiare. L’obiettivo è trasformare il turismo in un’esperienza vissuta, portando il visitatore dentro la bottega, a toccare con mano la fatica e la sapienza di chi, ogni giorno, tiene in vita un’arte antica.
Il calendario, tra arte e memoria
Il cuore pulsante dell’estate sorianese inizierà a battere il 14 giugno al Castello Orsini, con il vernissage della mostra “È un brusio la vita”. Curata da Serena Achilli, l’esposizione non è solo un omaggio pasoliniano, ma una riflessione sul presente che vedrà protagoniste le opere di Andrea Aquilanti insieme ai talenti emergenti delle Accademie. Un cantiere di pensiero che resterà aperto fino al 31 ottobre.
Il cinema, altra colonna del progetto, prenderà la parola il 20 giugno a Palazzo Chigi Albani. L’incontro con Stefano Fresi non sarà solo un omaggio a un attore legato a queste terre, ma un momento di riflessione sulla responsabilità culturale di chi abita e narra la Tuscia. A far da cornice, l’intensa mostra fotografica di Dino Pedriali, “Pedriali e Pasolini: istantanee di una solitudine”.
Le mani che fanno il domani
Ma Borghi Maestri è, soprattutto, una scommessa sulle braccia e sul talento locale. Il 24 luglio, la presentazione del volume “Eredi di un’arte antica” sarà il momento in cui gli artigiani viterbesi smetteranno di essere spettatori per diventare protagonisti, ricevendo un riconoscimento per la loro capacità di resistere al tempo.
Infine, il cerchio si chiuderà in ottobre, in concomitanza con la Sagra delle Castagne, quando la fotografia tornerà a raccontare le botteghe, unendo l’immagine all’impresa.
È un tentativo, questo, di rimettere al centro l’uomo e la sua capacità di trasformare la materia in identità. In un’epoca di digitale spinto, Borghi Maestri ci ricorda che la tecnologia è solo un mezzo, ma la sostanza – quella che si tocca, che si guarda e che si vive – resta ancora nelle mani di chi ha l’orgoglio di definirsi maestro.
Il progetto è stato presentato alla presenza di Andrea De Simone (Confartigianato Viterbo), Francesco Monzillo (CCIAA Rieti-Viterbo), Francesco Marzoli (Comune di Soriano), Mauro Morucci (Tuscia Film Fest) e Serena Achilli.



























