Bomba-day, un anno dopo. A Palazzo dei Priori riconoscimenti per i protagonisti dell'evacuazione di 30mila viterbesi
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Il 31 maggio, alle ore 11, saranno consegnati riconoscimenti agli enti e al personale che si sono distinti per professionalità, dedizione e spirito di servizio nell’ambito delle complesse operazioni di evacuazione e messa in sicurezza.

VITERBO – Vi ricordate il “bomba-day”? A un anno di distanza, sabato 31 maggio, si terrà un evento in Sala Regia a Palazzo dei Priori per concedere un riconoscimento ai protagonisti di quella delicata operazione.

Mezza Viterbo venne evacuata per mettere in sicurezza e togliere da via Alcide De Gasperi una bomba inglese inesplosa della seconda guerra mondiale. Venne riportata alla luce durante i lavori per la costruzione di un nuovo palazzo, a pochi metri da quella che era una vecchia piscina di una villa.

Il 31 maggio, alle ore 11, saranno consegnati riconoscimenti agli enti e al personale che si sono distinti per professionalità, dedizione e spirito di servizio nell’ambito delle complesse operazioni di evacuazione e messa in sicurezza.

Il lavoro di evacuazione che fu necessario nel maggio del ’24 interessò 30mila viterbesi, per un raggio di un chilometro e 200 metri dal luogo del rinvenimento dell’ordigno.

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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