Sui rifiuti bisognava saper scegliere il tempo, non arrivarci per contrarietà
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“Impediremo che arrivi altra immondizia da fuori”. Una promessa che suona come una ammissione di colpa da parte del sindaco Michelini che questa mattina con un intervento su Tusciaweb è sceso in campo per difendere Viterbo dai rifiuti romani con una (quasi) chiamata alle armi [...]
Francesco Guccini

“Impediremo che arrivi altra immondizia da fuori”. Una promessa che suona come una ammissione di colpa da parte del sindaco Michelini che questa mattina con un intervento su Tusciaweb è sceso in campo per difendere Viterbo dai rifiuti romani con una (quasi) chiamata alle armi. Ma c’è qualcosa che non torna. Il sindaco infatti per giorni ha spiegato alla stampa e al consiglio come le responsabilità della gestione e dei controllo del ciclo dei rifiuti fossero della provincia e che quindi nulla poteva fare l’amministrazione del capoluogo e l’assessore Saraconi per difendere il territorio dall’invasione dell’immondizia romana.

Oggi invece Michelini si riscopre e promette battaglia. Ma se ora può impedire che arrivi altra immondizia da fuori, perché non farlo prima? Cos’è cambiato? Insomma la sua promessa di oggi sembra fuori tempo massimo perché, come cantava Guccini, “bisogna saper scegliere il tempo, non arrivarci per contrarietà”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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