

VITERBO — C’è un punto preciso lungo la Via Francigena, appena fuori dai confini battuti del centro storico viterbese, dove la narrazione turistica ufficiale si scontra contro un muro di plastica accumulata e vegetazione incolta. È qui che le Vie Cave — antica dorsale di tufo e passaggio obbligato per pellegrini ed escursionisti di mezza Europa — smettono di essere una cartolina per diventare una discarica a cielo aperto.
A sollevare il caso è la lettera dettagliata inviata in questi giorni da un cittadino alla redazione de La Fune. Nessuna invettiva sterile, ma una ricognizione cruda dello stato dei luoghi. «Rifiuti e materiali abbandonati lungo un percorso di interesse storico e culturale», denuncia il lettore. «Quello che dovrebbe rappresentare uno dei simboli del nostro territorio si presenta in alcuni tratti in condizioni che destano forte preoccupazione».
Il problema non si esaurisce nell’impatto visivo per chi attraversa la Tuscia a piedi. C’è un fattore di rischio strutturale che riguarda la sicurezza attiva del territorio. «A rendere la situazione ancora più preoccupante», si legge nella segnalazione inviata alla nostra redazione, «è la presenza, nella zona sovrastante, di linee elettriche ad alta tensione. L’accumulo di materiali potenzialmente combustibili, unito alla vegetazione secca e alle elevate temperature, rende necessario verificare con particolare attenzione l’eventuale rischio di incendio». Una combinazione materiale — cavi ad alta tensione in alto, sterpaglie e rifiuti speciali in basso — che trasforma la gola di tufo in un potenziale innesco a cielo aperto.
La distanza tra la propaganda dell’accoglienza e la gestione ordinaria delle infrastrutture di base emerge con evidenza dai rilievi del cittadino: «La valorizzazione di un territorio non può limitarsi alle dichiarazioni, alla promozione turistica o agli eventi. Deve partire dalla manutenzione, dalla pulizia, dalla vigilanza e dalla sicurezza dei luoghi». E ancora: «È difficile parlare di promozione quando cittadini e turisti si trovano davanti a materiale abbandonato lungo un itinerario di tale importanza».
La richiesta rivolta agli enti competenti — Palazzo dei Priori e gestione dei rifiuti — è una verifica immediata delle competenze per superare lo stallo sul tracciato. «Un patrimonio storico e culturale va protetto ogni giorno, non soltanto celebrato», conclude la nota giunta in redazione. Le immagini e i rilievi girati sul posto restano ora a disposizione delle autorità per le verifiche del caso.

















