Bentrovati, riprende il racconto di un territorio e delle sue idee e dei protagonisti
Roberto Pomi
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Spenti i falò sotto la luna di agosto il capoluogo e i sessanta comuni della Tuscia si preparano a tornare alla vita ordinaria. Riprendiamo quindi il racconto dei fatti, dei protagonisti e delle idee. Riprendiamo da questo finale d'estate ricco di eventi e di momenti importanti.

Bentrovati, spenti i falò sotto la luna di Ferragosto la città e i sessanta comuni della provincia di Viterbo si preparano lentamente a ritornare ai ritmi abituali. Il capoluogo ha davanti a sé la festa di Santa Rosa, con i classici appuntamenti e un clima di energie, storie, speranze ed emozioni tutto da raccontare.

Entrano nel vivo i preparativi per le Minimacchine: del Pilastro, del centro storico e di Santa Barbara; e il 19 Gloria arriverà a San Sisto e si mostrerà finalmente agli occhi dei viterbesi. Un altro grande evento è atteso a breve: Corpus 1462.

Un lavoro curato dal festival Quartieri dell’Arte che si propone di ridisegnare per un giorno il volto di Viterbo e mettere in circolo creatività, voglia di riscoprire il centro storico e molto altro. Protagonista dei prossimi giorni anche la politica, con l’approvazione del bilancio messa in calendario per il pomeriggio del 20. Anche se i bene informati raccontano che potrebbe saltare tutto per mancanza del numero legale.

Torneremo a raccontarvi quello che accade, i protagonisti, le storie e continueremo a mettere nero su bianco le nostre letture e analisi dei fatti. Bentrovati.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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