Bene Palazzo Fabbretti, adesso il Comune intervenga anche sull'edificio diroccato di Campoboio
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Riteniamo la decisione presa dalla giunta Frontini su Palazzo Fabbretti (in via Bella Vista, San Faustino) esemplare. Vorremmo anche applaudire e dire finalmente. Il dado è tratto e da questo momento in poi, chiunque guidi il Comune, non può più tornare indietro e trincerarsi dietro pastoie burocratiche.

VITERBO – Palazzo dei Priori segna un punto di svolta nell’atteggiamento del Comune verso i privati che stanno mandando, o già l’hanno fatto, alla malora i propri beni immobiliari contribuendo in maniera pesante al degrado del centro storico.

Riteniamo la decisione presa dalla giunta Frontini su Palazzo Fabbretti (in via Bella Vista, San Faustino) esemplare. Vorremmo anche applaudire e dire finalmente. Il dado è tratto e da questo momento in poi, chiunque guidi il Comune, non può più tornare indietro e trincerarsi dietro pastoie burocratiche. Se un palazzo del centro (ma anche nel resto della città) viene giù o diviene ricettacolo di sbandati, spacciatori, etc il Comune interviene, lo sistema e manda il conto al privato.

Chiediamo a Palazzo dei Priori di preparare una identica delibera di giunta per l’edificio-rudere di Campoboio, alle spalle dell’Inps. Anche qui siamo in pieno centro storico. Anche qui la situazione è terrificante, forse anche peggio di via Bella Vista. Anche qui le siringhe non mancano, non mancano borse e portafogli rubati gettati tra i ruderi. E i residenti ci segnalavo di persone che “si avventurano” tra quello che rimane.

Stessa identica situazione a cui deve seguire stessa identica azione risolutiva. Nell’interesse ovviamente della città, del decoro e della sicurezza pubblica. Su Palazzo Fabbretti siamo stati i primi a scrivere e ci fa piacere di avere messo del nostro su quella situazione. Anche su Campoboio abbiamo scritto e lo abbiamo fatto in data 7 agosto: “[…] C’è alle spalle di Palazzo Santoro un’area pericolante dai bombardamenti della seconda Guerra Mondiale. Una proprietà di un privato a cui nessuno mai, singolare ma vero, ha chiesto di intervenire per ripristinare sicurezza (poi si va da Floris e gli si chiede conto di una strada) e decoro. Quale sarebbe l’assessore e il dirigente da indagare in caso di crollo addosso a un gruppo di ragazzini che giocano a ridosso dello stabile di piazza Campoboio? Ce lo stiamo domandando, anzi lo domandiamo alla città. Le notizie sarebbero anche molte altre ma preferiamo tenerle nel cassetto, almeno per un po’. Poi verrà il tempo, non bisogna avere fretta […]”. (leggi qui l’articolo integrale)

Troviamo spettacolari le parole dell’assessore Floris e della sindaca Frontini sul palazzo di via Bella Vista. E le riportiamo perché le condividiamo anche nelle virgole.

“Come la buona pratica di strada Filante ci insegna, il messaggio deve essere chiaro: se il privato non ottempera, il Comune non resta a guardare – è il commento dell’assessore ai Lavori pubblici Stefano Floris – abbiamo varato l’ordinanza che intima il privato a ripristinare la sicurezza nell’immobile. Trascorsi i dieci giorni di tolleranza, i lavori saranno eseguiti dal Comune in danno come già accaduto per strada Filante.

Quel palazzo è un danno per tutto il quartiere, oltre che per la sicurezza statica dell’immobile, anche per un discorso di ordine pubblico. E il decoro pubblico, come la sicurezza, sono per noi la priorità. Questo intervento va in questa direzione”.

La sindaca Chiara Frontini: “Tolleranza zero nei confronti di chi non mantiene in stato decoroso le proprie proprietà, soprattutto in centro e soprattutto se, oltre ad una problematica generale di decoro, impattano sulla sicurezza pubblica. Le istituzioni devono fare la propria parte e lo stiamo facendo al massimo delle nostre potenzialità, ma la cura degli spazi urbani è una responsabilità generale, a cui ognuno deve ottemperare per la rispettiva competenza.”

Brava sindaca Frontini, bravo assessore Floris. Preparate la delibera anche per il rudere di Campoboio, i viterbesi ringraziano.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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