
VITERBO – Bagnaccio, ci sono i progetti di rilancio. Lo scorso luglio Palazzo dei Priori aveva pubblicato pubblicato un avviso esplorativo per manifestazioni di interesse finalizzato all’individuazione di un soggetto a cui assegnare la sub-concessione mineraria per lo sfruttamento delle acque termali del sito.
Il 19 febbraio sono scaduti i termini per farsi avanti e il 3 marzo, a stretto giro quindi, si riunirà la commissione incaricata di esaminare i progetti presentati.
Il Comune ha voluto acquisire manifestazioni d’interesse per portare avanti una procedura negoziata. In buona sostanza vuole sapere quali soggetti economici potrebbero essere interessati a gestire il sito termale e soprattutto a mettere a frutto le sue acque. Questo con l’intento di procedere, in caso di più realtà interessate, a procedure di selezione per l’individuazione del soggetto assegnatario della sub-concessione, con durata fino al 31 dicembre del 2027.
L’avviso fissava anche un canone annuo da corrispondere alle casse comunali pari a 15.678 euro. A questo va aggiunto un canone annuale, a parziale copertura del costo sostenuto dal Comune per la direzione e sorveglianza della miniera, pari a euro 3.960. Infine un ulteriore canone annuale di 4.932 euro sempre a Palazzo dei Priori come canone annuale sostenuto dal Comune a favore di Regione Lazio.
Dopo l’apertura nel 2017 il Parco Termale del Bagnaccio è stato chiuso nell’estate 2021. Revoca della concessione mineraria e conseguente chiusura del Bagnaccio hanno fatto seguito a una serie di contestazioni mosse dalla pubblica amministrazione nel giugno 2021 che hanno avuto epilogo nel maggio 2022.





















