Aveva 65 anni ed era arrivato da Chieti (guidando per tre ore) l'operaio morto nel cantiere di San Carluccio
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Nell'area del cantiere sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato per i rilievi di rito e per raccogliere le testimonianze dei presenti, al fine di chiarire l'esatta dinamica dell'accaduto. Probabilmente un cocktail fatale di fatica, caldo e stanchezza.

VITERBO – Aveva 65 anni ed era arrivato da Chieti l’operaio morto all’interno di un cantiere edile allestito in piazza San Carluccio, nel quartiere San Pellegrino, a causa di un malore improvviso.

La squadra di lavoratori era arrivata a Viterbo dall’Abbruzzo nella mattinata di giovedì 20 agosto, dopo circa tre ore di viaggio. Intorno alle 10 l’uomo aveva iniziato a lavorare, occupandosi della pittura di alcune pareti all’interno della struttura.

Intorno alle 12:30 il sessantacinquenne ha avvertito un forte malessere e si è seduto nel tentativo di riprendersi. Le sue condizioni sono però peggiorate rapidamente.

I colleghi presenti hanno immediatamente lanciato l’allarme. Sul posto è intervenuto il personale sanitario del 118, che ha tentato a lungo di rianimare l’operaio sul selciato, ma ogni tentativo di soccorso si è rivelato inutile.

Nell’area del cantiere sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato per i rilievi di rito e per raccogliere le testimonianze dei presenti, al fine di chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto. Probabilmente un cocktail fatale di fatica, caldo e stanchezza.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Per quindici anni la madre del grande Napoleone fu sepolta nella chiesa delle Monache Passioniste a Tarquinia.
Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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