Tre luci diverse, tre significati profondamente diversi. Ecco quali fatti abbiamo scelto questa settimana.
di Roberto Pomi


Vomitano i viterbesi. Vomitano perché tutto questo è profondamente ingiusto, perché tutto questo deve avere nomi e cognomi a cui attribuire le responsabilità. Un'onda di gente che dà di stomaco di fronte a una Versailles diffusa di prepotenti e arroganti e che può sperare solo nella magistratura. Può contare solo sulla Guardia di Finanza (i cittadini ringraziano), può contare solo sui Carabinieri, solo sulla Polizia di Stato, solo sulla Procura e sulle Procure.
di Roberto Pomi

Finito il Giubileo il montaggio anticipato diventa di fatto un modo per celebrare quel Patrimonio Unesco di cui Viterbo fa parte grazie alla Rete delle Macchine a Spalla e quindi grazie alla tradizione della notte del tre di settembre.
di Roberto Pomi

Per i teorici della "magia del tre settembre che andrebbe persa" la soluzione sarebbe nel realizzare la teca in materiale oscurabile così da scegliere quando e come mostrarla a chi sta in piazza ma renderla accessibile a tutti entrando nella teca.
di Roberto Pomi

L'idea di un posto in Regione piace a molti, ovviamente. E mentre prima c'erano i partiti che selezionavano oggi le "scorciatoie" del Signore sono diventate infinite.
di Roberto Pomi


Ai piedi della struttura è un insieme di frammenti di lastre di pietra. Sono quelle che nel tempo e nell’indifferenza si sono staccate dal blocco principale e sono andate in frantumi. Ce n’è una, in alto a destra, che è instabile e minacciosa proprio sopra le ali di uno degli angeli. Il timore che cadendo possa rovinare la scultura in bronzo è più che fondato.
di Roberto Pomi

Già l'aria che tira sembra essere quella di un posto dimenticato. Manca che qualcuno sfondi le porte e inizi a viverci dentro per completare la brutta scena. Lo stabile, una metratura imponente a pochi passi da Porta Romana e dal centro storico, è di proprietà della Provincia di Viterbo.
di Roberto Pomi

Leali va in udienza dal papa grazie al lavoro silenzioso di una vera comunità sociale: la Biblioteca di Viterbo.
di Roberto Pomi

















