L'idea sempre attuale di una teca a San Sisto per rendere visibile la Macchina 365 giorni all'anno
Foto Dies Natalis
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Per i teorici della "magia del tre settembre che andrebbe persa" la soluzione sarebbe nel realizzare la teca in materiale oscurabile così da scegliere quando e come mostrarla a chi sta in piazza ma renderla accessibile a tutti entrando nella teca.

VITERBO – Chiamatela teca, struttura, come volete. Immaginatela grande, da uscire sopra le mura a Porta Romana, e pensateci dentro la Macchina di Santa Rosa. Così il più importante simbolo della tradizione viterbese sarebbe visitabile 365 giorni all’anno.

A lanciare l’idea, ormai una decina di anni fa, fu tirata pubblicamente fuori da Raffaele Ascenzi. Non se ne volle all’epoca intestare la paternità e ricordò lui stesso che la prima volta l’avesse letta all’interno di libri di relazione a un ciclo di convegni voluto da Silvio Cappelli. Però con i suoi interventi l’architetto, oggi “padre” di Dies Natalis, aveva voluto dare forza all’idea, a metterla al centro, perché ritenuta interessante e opportuna e capace di sbloccare una situazione, quella del Museo delle Macchine, ferma sempre al chiodo.

“Realizzare questa nuova realtà sarebbe un progetto appetibile anche per architetti di fama internazionale – aveva dichiarato Ascenzi proprio a La Fune -. Andrebbe realizzata tenendo un lato apribile, in maniera da fare uscire la Macchina per il Trasporto, e studiando un sistema che possa permettere di vedere dentro quando lo si decide e oscurare la vista negli altri momenti”.

“Anche perché credo – continuava il suo ragionamento – che basterebbe introdurre un biglietto per permettere di vedere la Macchina all’interno e in un anno i costi sarebbero ripagati. Mi immagino anche un ascensore a servizio della struttura che possa permettere ai visitatori di salire fino a quaranta metri e godere di un colpo d’occhio interessante sui tetti del centro storico”.

Un’operazione che permetterebbe a Palazzo dei Priori di risparmiare ogni anno dal bilancio la cifra impegnata necessariamente per il montaggio e lo smontaggio della Macchina. Ma c’è di più. La teca rappresenterebbe un nuovo attrattore nel centro storico, capace di generare interesse e incassi attraverso il turismo.

Per i teorici della “magia del tre settembre che andrebbe persa” la soluzione sarebbe nel realizzare la teca in materiale oscurabile così da scegliere quando e come mostrarla a chi sta in piazza ma renderla accessibile a tutti entrando nella teca.

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Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…
Un uomo che ha capito che tutto il successo del mondo non vale quanto la possibilità di riposare all'ombra di un castagno che hai piantato con le tue mani.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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