Ex caserma dei Vigili del Fuoco, il rischio che diventi un luogo di degrado e i timori dei residenti
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Già l'aria che tira sembra essere quella di un posto dimenticato. Manca che qualcuno sfondi le porte e inizi a viverci dentro per completare la brutta scena. Lo stabile, una metratura imponente a pochi passi da Porta Romana e dal centro storico, è di proprietà della Provincia di Viterbo.

VITERBO – Le pareti scrostate, l’immondizia che inizia ad accumularsi, un senso di abbandono che rischia di impattare pesantemente sul senso di degrado del quartiere La Pila. La caserma dei Vigili del Fuoco, luogo caro ai viterbesi, è stata lasciata e non ospita più il comando. Ora non c’è più niente e la preoccupazione degli abitanti della zona è che finisca per diventare l’ennesimo posto abbandonato a se stesso.

Già l’aria che tira sembra essere quella di un posto dimenticato. Manca che qualcuno sfondi le porte e inizi a viverci dentro per completare la brutta scena. Lo stabile, una metratura imponente a pochi passi da Porta Romana e dal centro storico, è di proprietà della Provincia di Viterbo. L’ente difficilmente riuscirà a trovare risorse per fare una corretta manutenzione. Più probabile che il tutto vada progressivamente alla malora. Un po’ come accaduto all’ospedale Vecchio degli Infermi. Una prospettiva che allerta i residenti del quartiere che temono un impatto negativo anche sul valore delle proprie abitazioni.

Pensare che su quel bene venne realizzato più di un decennio fa un progetto avveneristico, che voleva la nascita di una biblioteca dalle architetture capaci di rompere la banalità della provincia. Non se ne fece nulla e pare che nulla se ne farà. Meglio continuare a pagare gli affitti per gli edifici di viale Trento. E intanto l’immondizia si accumula nel piazzale e intorno all’edificio. Neanche la decenza di tenere pulito.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Un uomo che ha capito che tutto il successo del mondo non vale quanto la possibilità di riposare all'ombra di un castagno che hai piantato con le tue mani.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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