

ROMA – I motori della campagna elettorale per le regionali 2028 si sono già accesi. Nei giorni scorsi il Pd ha lanciato la coalizione di centrosinistra per battere Rocca. Ma al di là dei movimenti palesi, quelli raccontati con le conferenze e gli eventi poi ripresi dalla stampa, c’è un sottobosco fatto di mille situazioni. Tra queste la ressa dei viterbesi che si starebbe apparecchiando all’ombra della Pisana.
L’idea di un posto in Regione piace a molti, ovviamente. E mentre prima c’erano i partiti che selezionavano oggi le “scorciatoie” del Signore sono diventate infinite. Basta l’aggancio giusto, la pressione corretta, la leva del dolore che fa al caso e tac! ci si ritrova candidati. Questa volta il traffico su Roma sembra essere molto intenso. Al punto che qualche candidato viterbese potrebbe saltare direttamente alla capitale anche per la campagna elettorale. In che senso? Semplice: facendo il candidato a Roma. Per rappresentare il territorio? No, per assicurarsi un posto. Of course! E poi ci sarebbero anche le vecchie guardie con una ritrovata voglia di dire la propria. Almeno un paio i nomi di chi, in cammino direttamente dal passato, ci starebbe pensando. Più probabile siano anzi tre.
Senza contare gli attualmente in carica che vorranno il bis. E tenendo conto che pure nei partiti, sebbene esiste poco e niente, c’è comunque chi è riuscito a ottenere ruoli apicali e vorrebbe monetizzare là dove tutto si decide: Roma appunto. E chi non può auspicare di staccare un biglietto per Montecitorio o Palazzo Madama punta tutto sulla Regione. Ne vedremo delle belle, forse anche delle bellissime.

















