Dies Natalis bella d'estate, montaggio a luglio per la Macchina di Santa Rosa
La Croce Rossa durante il Trasporto della Macchina di Santa Rosa 2
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Finito il Giubileo il montaggio anticipato diventa di fatto un modo per celebrare quel Patrimonio Unesco di cui Viterbo fa parte grazie alla Rete delle Macchine a Spalla e quindi grazie alla tradizione della notte del tre di settembre.

VITERBO – La Macchina di Santa Rosa sarà anche nel 2026 la regina dell’estate viterbese. Palazzo dei Priori infatti ha deciso di anticipare, come lo scorso anno, il montaggio di Dies Natalis a San Sisto. Il fiore dei viterbesi per la patrona svetterà sulla città entro i primi dieci giorni di luglio, meglio prima che dopo.

Una decisione che nasce dalla valutazione sui numeri dello scorso anno. In effetti nel 2025, quando il montaggio venne anticipato nel contesto del Giubileo, in moltissimi hanno transitato nell’area di San Sisto. La Macchina era diventata anche tappa fissa dei gruppi turistici con guida che hanno vissuto la città e degli individuali spinti ad andare dalle informazioni dei gestori delle strutture ricettive dove alloggiavano. Finito il Giubileo il montaggio anticipato diventa di fatto un modo per celebrare quel Patrimonio Unesco di cui Viterbo fa parte grazie alla Rete delle Macchine a Spalla e quindi grazie alla tradizione della notte del tre di settembre.

 

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Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Un uomo che ha capito che tutto il successo del mondo non vale quanto la possibilità di riposare all'ombra di un castagno che hai piantato con le tue mani.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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