Atti vandalici a Prato Giardino a Montefiascone: dai volti immortalati dall'IA alla svolta lampo con le scuse e il risarcimento
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Gli autori si sono presentati in municipio mano nella mano con i genitori. In carne e ossa, pentiti come scolari sfuggiti alla bacchetta del maestro, hanno chiesto scusa e hanno offerto di tasca propria (quella dei genitori) il corrispettivo per rimettere in sesto i danni.

MONTEFIASCONE – C’è una grazia tutta italiana, e particolarmente provinciale, in certe storie che cominciano con la rabbia e finiscono a tarallucci e vino, o meglio, con un salutare bagno di umiltà e un assegno per i danni.Ci troviamo a Montefiascone, ridente cittadina che si affaccia sui panorami della Tuscia.

Qui, la sindaca Giulia De Santis si era svegliata con il morale sotto i tacchi e la penna carica di bile. La ragione? Qualche balordo, protetto dalle tenebre delle undici di sera, aveva pensato bene di devastare il Prato Giardino, un angolo verde tirato a lucido e inaugurato da poco con gran dispendio di energie e di speranze. Ora, bisogna dire che i tempi cambiano e i vandali di una volta – quelli che si affidavano alla Provvidenza e all’omertà della notte – oggi devono fare i conti con i prodigi della civiltà moderna. Il Comune, previdente, aveva piazzato telecamere ad alta definizione e algoritmi di intelligenza artificiale. Roba che avrebbe fatto impallidire Sherlock Holmes.

La sindaca, armata di indignazione, aveva tuonato dalle colonne dei social: le immagini erano nitide, i volti stavano per essere estratti dai pixel e la giustizia avrebbe fatto il suo corso senza sconti, perché educare la gioventù è compito primario delle istituzioni. E qui accade il miracolo laico che riconcilia con il genere umano.Mentre i cittadini si godevano la festa sul lungolago, i colpevoli – evidentemente presi da un improvviso e salutare attacco di tremarella al pensiero dell’intelligenza artificiale e della ramanzina ufficiale – hanno deciso di bruciare le tappe della giustizia ordinaria.

Si sono presentati in municipio mano nella mano con i genitori. In carne ed ossa, pentiti come scolari sfuggiti alla bacchetta del maestro, hanno chiesto scusa e hanno offerto di tasca propria (quella dei genitori) il corrispettivo per rimettere in sesto i danni. La sindaca, che evidentemente possiede il senso della misura prima ancora che della carica, non li ha mandati alla sbarra e non ha invocato le galere. Li ha guardati in faccia, ha visto il sincero imbarazzo e ha fatto la cosa più saggia che si possa pretendere da un amministratore: li ha presi in parola. Niente sermoni inutili, ma un patto d’onore: d’ora in poi, quei ragazzi faranno i guardiani della legalità, trasformando una marachella cretina in un master accelerato di cittadinanza attiva.

E le famiglie? Hanno dato una lezione magistrale. In un’epoca in cui i genitori tendono a giustificare l’ingiustificabile pur di non ammettere che il proprio rampollo possa sbagliare, qui mamma e papà hanno preso il toro per le corna, trascinando i figli davanti alle loro responsabilità. Alla fine, Prato Giardino tornerà lindo e pulito. E forse, a Montefiascone, la lezione della telecamera intelligente è servita meno di quella impartita dal buon vecchio senso civico.

 

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