
VITERBO – C’è una parte di città fatta di mediocrità e di mediocri che vorrebbe aizzare gli stolti e gli sconfitti di sempre ad azzannare il sindaco. Serpeggiano frasi populiste all’interno di comunicati, vengono rilasciate dichiarazioni cariche di rancore, vomitati sui social e in altri luoghi commenti sprezzanti.
“Chiara Frontini deve dimettersi”. E’ la frase del giorno dei moralisti del fine settimana, quelli che tirano a campare con la pagliuzza nell’occhio del fratello, in questo caso della sorella. La vicenda Bruzziches non la conosciamo, nessuno la conosce. Anche gli stessi magistrati che ci stanno lavorando, pur conoscendo molte più cose degli altri, ne hanno una visione di parte. E’ la parte dell’accusa ovviamente, perché il sistema della magistratura in un luogo democratico funziona così. Ci sarà poi la verità della difesa e la sintesi sarà fatta, in caso di rinvio a giudizio e inizio di un processo, da un giudice.
Oggi però si vuole sostituire il giudice. Alcuni ci provano. Peccato che sostituire il giudice significa una cosa terribile: sostituire la democrazia con altro di poco buono e poco saggio. Signori c’è qualcuno che in questa città vuole sconfinare, in nome del “popolo” che non rappresentano assolutamente come i voti nelle urne, anche si volesse prendere solo quell’elemento per riferimento della qualità di una democrazia (idea che fa rabbrividire), dimostrano. Eppure c’è un cielo plumbeo. Le visioni più mediocri sul mercato della cosa pubblica accampano le tende e si preparano a battagliare. Peccato che intendano farlo sulla città per poi tirarsi a sorte le vesti una volta uccisa l’attuale amministrazione.
L’intera vicenda Bruzziches è un fatto giudiziario e come tale va considerato e trattato. L’unico fatto politico reale è che il consigliere, in maniera del tutto legittima, ha lasciato la maggioranza. Punto. Politicamente non può esserci altro perché sostenerlo significa affermare il falso e alterare la verità. Così come è falso tirare per la giacchetta il vicesindaco Antoniozzi sostenendo che abbia affermato in una recente intervista che si sarebbe dimesso in caso di rinvio a giudizio. Rileggendo quell’intervista emerge la verità e Antoniozzi dichiarò che “si sarebbe dimesso in caso di condanna della sindaca”. Ci sembra ben diverso.
Però la questione è un’altra e per questo abbiamo deciso di scrivere. Abbiamo deciso di scrivere quanto state leggendo perché se lo meritano i nostri lettori, ogni giorno più numerosi e ogni giorno più affezionati. La vicenda Bruzziches ha scoperchiato un vaso di pandora che poco ha a che fare, concedeteci di pensarla così, con le presunte minacce di Cavini in presenza della sindaca moglie. Una cosa la vogliamo dire: il frasario di Cavini, emerso da quanto è stato fatto fuoriuscire sulla stampa da Bruzziches, è vergognoso. Potremmo stare ore a dire male su quelle parole. Però, signori cari, siamo convinti di una cosa: è più probabile che si tratti delle parole di uno spaccone che straparla piuttosto che di un mafioso. Anche perché un sistema mafioso dovrebbe trovare riscontro su altri consiglieri e assessori, che a quanto ne sappiamo e abbiamo letto in interviste rilasciate non l’hanno confermato. Anzi l’hanno negato e non è un dettaglio di poco conto.
Quindi, anticipando e sostituendosi alla Procura, c’è chi vorrebbe costruire un terreno acido intorno alla sindaca per farla dimettere per delle parole pronunciate dal marito durante una cena tra ex amici e compagni di partito. Bene, attenti perché state sconfinando. Il vaso di Pandora che questa vicenda apre sulla città contiene il problema delle registrazioni. Se venissero portate in Procura le registrazioni di tutte le cene e incontri di partito, delle telefonate tra uomini politici o in generale i tribunali non lavorerebbero più e le carceri già insufficienti non basterebbero. Vi sfidiamo a potere sostenere logicamente il contrario. Anche perché riguardando la registrazione del consiglio comunale in cui Frontini annuncia di essere stata ascoltata in Procura si è consumato un siparietto tra sindaca e consigliere Allegrini che i più hanno lasciato scivolare. Frontini dice ad Allegrini “nelle riunioni di Alleanza Nazionale vi tiravate le sedie” e quest’ultima replica: “Sì, ma nessuno registrava”. Non c’è da aggiungere altro.
Con questa storia e il suo sviluppo la politica è compromessa. Basterà d’ora in poi che una qualsiasi terza-quarta fila di un partito registri una conversazione dove si straparla, e può capitare e sappiamo per certo che capiti, per “uccidere” politicamente chi lo precede e ritagliarsi un posto elegibile. Per poi finire nello stesso tritacarne all’infinito. Pe-ri-co-lo-sis-si-mo. Per questo i politici più intelligenti tacciono su questa vicenda, lasciando fare gazzarra ai meno dotati.
Ma c’è dell’altro. La vicenda Bruzziches somiglia tanto al dito che indica la luna. Si vorrebbe che tutti fissino il dito. No, non ci sta bene. Dietro a questa vicenda c’è la questione degli affitti di negozi comunali non pagati per anni. Non sappiamo se sia vera o meno ma se lo fosse parliamo di una cosa gravissima, di un danno erariale. Grave perché non riscuotendo affitti si sono sottratti soldi dalle casse comunali che potevano diventare scivoli e altalene sicuri e dignitosi per i piccoli viterbesi. Quei soldi riscossi potevano trasformarsi in marciapiedi più sicuri, in strade con meno buche, in centri anziani più accoglienti, in asili nido migliori, in eventi culturali più raffinati e abbondanti. Quei soldi mancanti potevano diventare qualcosa della cui assenza tutti ci lamentiamo ogni giorno.
E quegli affitti, signori, non sono stati riscossi per anni sembrerebbe. E quindi l’inchiesta che dovrebbe interessarci di più e di cui nessuno parla non è forse quella? Non dovremmo forse scandalizzarci che qualcuno, non si sa per quale ragioni e con il bene placido di chi, avrebbe fatto per anni concorrenza sleale ad altre attività commerciali? Sì concorrenza sleale perché se io vendo caramelle e pago l’affitto e il signor X vende lo stesso prodotto e non paga affitto può abbassare il costo di quelle caramelle e conquistare anche la mia fetta di mercato.
Chiara Frontini dovrebbe dimettersi? Signori, no. Ci dispiace. Se lo facesse sarebbe un danno grave per Viterbo, ma non perché perdiamo lei come sindaco (questo non lo vogliamo affermare) ma perché dimostriamo che la mediocrità può uccidere un sindaco. E tutto questo per il frutto di un’indagine che non è ancora diventata un processo e soprattutto senza nessuna condanna di un giudice? Quale Paese sudamericano meriterebbe questo?
Francamente il grande rumore che qualcuno vuole costruire ci fa riflettere tanto. Anche perché di minacce in questa città ne girano parecchie. Anche lo scrivente ne ha subite diverse senza denunciarle e allo scrivente diversi “amici” hanno riportato frasi pronunciate da precise persone almeno della stessa gravità, dal punto di vista del frasario, di quelle di Cavini. Ricordo che qualcuno in passato andava anche a dichiarare che “mi avrebbe impiccato in piazza del Comune”. Purtroppo, per alcuni, non l’ha fatto perché era solo una spacconeria. C’è poi, sempre in questa città, chi ha ricevuto anche pacchi di minaccia, dai contenuti più strambi. C’è chi ha ricevuto la fotografia di una serie di loculi senza nome, come a dire manca il tuo. In quel caso c’è stata anche una denuncia ma non si è arrivati a niente. Come non si è arrivati a niente quando, sempre in questa città signori, un giornalista ha trovato il bossolo di un colpo di pistola conficcato nel cofano della sua auto.
E’ una città plumbea signori, molto plumbea. Concedetecelo: è più plumbea delle minacce del marito della sindaca (gravi nel frasario lo ribadiamo e su cui, lo ripetiamo, giusto che la Procura indaghi e si pronunci). Chiara Frontini è un sindaco splendente? No, sbaglia tante cose. Ma questa narrazione di lei come origine di tutti i mali è ingiusta e falsa. Quaranta anni di gestione non brillante di un Comune non possono ricadere su questa ragazza e non si può utilizzare come detonatore un’inchiesta in corso.
Le questioni vere sono altrove, non prendiamoci in giro. Le domande belle suonano così: qualcuno a Palazzo dei Priori ha permesso a qualche imprenditore di non pagare gli affitti su stabili comunali? Negli uffici del Comune tutte le carte sono in ordine? Ci sono i contratti di tutto? Perché come sembrano mancare alcuni documenti sugli affitti potrebbero mancarne anche altri.
Che poi quella degli affitti è solo una delle tante cose. Basta pensare a tutti gli edifici comunali che non risultavano al catasto, stadio Rocchi in primis. La sensazione è che ci sia molta confusione dentro Palazzo dei Priori, una confusione strutturale e che ha una coda lunga di alcuni decenni. Ecco, quello è il detonatore che i viterbesi avrebbero interesse ad attivare no la mediocre richiesta di dimissioni di un sindaco su un fatto politico che non esiste se non nella forma di un’inchiesta che non ha prodotto alcuna sentenza. Saluti.


















