
VITERBO – Hanno fatto i cowboy con i leoni di piazza delle Erbe. Secoli di storia usati come zerbino da ragazzini incapaci di avere una propria dignità. Uno schiaffo a tutte le istituzioni che governano e difendono il territorio dall’arroganza e dal non rispetto delle leggi e regole.
Il tutto durante la notte del tre settembre, sotto gli occhi di centinaia di persone. Un gesto che lancia un messaggio chiaro: “Possiamo fare quello che vogliamo, la città è nostra”. Una sfida alle istituzioni del territorio, una roba da banda che si potrebbe essere tentati di archiviare alla voce “bravata”.
E di “bravata” in “bravata” si rischia di tollerare tutto, di rendere possibile qualsiasi gesto contro il patrimonio pubblico e perché no anche contro le persone. “Tanto la si fa franca”, il retropensiero pericoloso da neutralizzare e smentire.
Giovanni Arena, da sindaco che ama la città di Viterbo, deve mostrare il pugno di ferro. La maggioranza di Palazzo dei Priori che vuole, giustamente, combattere una battaglia contro il degrado nei quartieri non può rimanere in silenzio. E’ stato sollevato un vespaio per un campetto conteso da gruppi di ragazzi e non si può rimanere in silenzio davanti a scene di altri giovani che offendono e mettono a rischio il tesoro storico di un’intera comunità.
Non individuare gli autori del gesto sarebbe ridicolo. Esistono centinaia di foto del fatto, filmati, testimoni oculari. Le istituzioni dimostrino che Viterbo non è terra di nessuno, pena in caso contrario l’escalation incontrollata di fenomeni degradanti.


















