

VITERBO – Dopo le parole usate dal consigliere Eros Marinetti per attaccare il Sodalizio e la protesta che i Facchini hanno deciso di condurre lo scorso tre settembre ne chiediamo le dimissioni.
“La lobby del Sodalizio deve chiudere per sempre, la Macchina è dei viterbesi e Rossi non comanda un cazzo”. Queste le frasi, indegne per un rappresentante dei cittadini chiamato a sedersi in sala d’Ercole e a decidere sui destini della città. La questione è seria e invitiamo, come giornale del territorio, il signor Marinetti a fare un passo indietro. Si può sbagliare, non intendiamo certo infierire, ma quando si compiono errori si assume la responsabilità delle conseguenze.
Marinetti ha offeso il Sodalizio, arrivando a chiederne lo scioglimento. Ha inoltre espresso termini poco piacevoli verso il Capofacchino, che ha appena regalato alla città un Trasporto eccezionale. Se a Siena un consigliere comunale pronunciasse simili parole verso qualche contrada verrebbe invitato immediatamente a prendere la porta.
Bene, chiediamo a tutti i consiglieri comunali di maggioranza e al sindaco Chiara Frontini di parlare con Marinetti e fargli capire che il ruolo di consigliere comunale non è un gioco. Che una volta eletti si hanno delle responsabilità e si rappresenta la città. Ora diventa impossibile fare sedere in consiglio comunale un uomo che ha chiesto lo scioglimento del Sodalizio e che ha usato parole così inopportune e imbarazzanti. Necessaria da parte di tutta la maggioranza Frontini, del sindaco stesso e della sua giunta una presa di distanza dal gesto del consigliere. Indispensabile che tutti parlino con Marinetti e gli facciano capire che prima deve scusarsi e poi dimettersi. Non farlo significa portare in una situazione spiacevole l’amministrazione Frontini e siamo sicuri che Marinetti, che ha sbagliato ma è pur sempre persona intelligente fino a prova del contrario, concorderà su questa via.
Nessun danno per la democrazia perché situazioni simili possono accadere e largo al primo dei non eletti del suo gruppo. Dopotutto Marinetti ha preso 127 preferenze, la somma di un paio di condomini. Rimane l’amaro su come i social siano diventati di fatto una droga, capace di rovinare le persone. L’impulso di parlare a vanvera, di usare toni aggressivi sta mandando fuori dal tracciato troppi. Questo rende ancora più obbligatorie le dimissioni perché è importante dare un segnale educativo: i social non sono un luogo dove si può dire tutto e quando si sbaglia, magari spinti dall’impulso, poi viene presentato il conto.
Ci dispiace Marinetti, non c’è altro modo di ricucire una situazione che rischia di diventare sempre più esplosiva. Un consigliere comunale dovrebbe essere uomo mite e di dialogo, dovrebbe sforzarsi di intravedere le soluzioni anche nei tavoli più difficili e non giocare al piccolo incendiario. Sconsigliamo inoltre di usare nello stesso post le parole Santa Rosa in abbinata con “cazzo”, di maleducazione ce n’è già tanta in giro e dobbiamo tutti impegnarci per evitare di portarla anche nelle istituzioni. Buone dimissioni.

















